La faccenda “Tributi Italia” approda in Consiglio comunale. Pare che la minoranza chiederà una commissione d’inchiesta: sai che brividi!
L’opposizione si lagna di non essere stata informata tempestivamente ma soltanto quando il bubbone non si poteva più nascondere. Tanto disarmante candore ci commuove e al contempo ci manda in bestia.
Pretendere che Gramaglia, Comina, Soave & C si precipitassero dall’avversario politico a confessare le loro difficoltà è pura ingenuità. Naturale che sperassero fino all’ultimo in un aggiustamento delle cose.
Sono settimane ormai che l’apertura di tiggì e quotidiani si fa con i trans. “Brenda”, pace all’anima sua, soffia la scena a Obama e al Papa.
Non c’è che dire: dopo Sircana, Lapo e Marrazzo Il transgender “tira”. Coccolati da stampa e TV, gli anchor-men se li contendono per esibirli nei loro salotti. Ciò che per i beceri come me, frutto ormai bacato di un’educazione repressiva e bigotta, era devianza e comunque merce da non sciorinare in piazza oggi é titolo di merito da esibire sfrontatamente.
Personalmente i transgender, lo confesso, mi creano disagio e mi fanno anche un po’ pena, in perenne oscillazione tra quel che sono e quel che vorrebbero essere. Inequivocabilmente maschi e non solo per peli, o voce baritonale, ma per qualcosa di biologicamente inconfutabile (pene a parte): il sesso genetico. Sono XY, dunque irrimediabilmente maschi.
«Se qualcuno pensa che gli stranieri siano diversi è uno stronzo».
Alla fine al turpiloquio politico s’è piegato pure lui, Gianfranco “aplomb” Fini, terza carica dello Stato.
Dopo gli italiani “coglioni” di Berlusconi, i ” culattoni” di Calderoli, e il priapismo di Bossi (la Lega ce l’ha duro), un ” vaffa…” era sfuggito persino a Prodi e un “cazzo” anche a Lamberto Dini, ma mai e poi mai avremmo pensato potesse succedere a Fini.
Polsini inamidati, gemelli, cravatta rosa e abiti dal taglio perfetto, da lui ci saremmo aspettati tutt’al più una perifrasi politically correct del tipo “cilindri fecali” e invece no dalle sue labbra forbite é uscito un popolaresco, volgare, genuino “stronzo”, subito rispedito al mittente senza tanti complimenti da quel gentleman di Calderoli .
“Gianfranco ha cambiato il suo retroterra culturale. Immigrazione e testamento biologico non sono roba nostra” ha dichiarato Altero Matteoli ministro delle infrastrutture nelle cui vene scorre ancora puro sangue AN e sono in molti a pensarla come lui.

Riceviamo da Fulvio D’Alessandro e pubblichiamo
Ho molto apprezzato l’iniziativa volta a stabilire un filo conduttore tra l’evento terremoto dell’Aquila e l’alluvione di Savigliano.
“800 chilometri di solidarietà” è un titolo che, attraverso l’impegno prezioso della Protezione Civile, con la sentita considerazione e partecipazione di tutta la città di Savigliano, ben definisce un indirizzo teso a sostenere concretamente e idealmente il progetto esteso di solidarietà in occasione di eventi tragici e dolorosi.
Apprezzata l’impostazione organizzativa del Coordinamento provinciale di Roberto Gagna e, per il comprensorio intercomunale di Savigliano, di Sandro Taricco.
Impostazione logistica e operativa che possiamo considerare d’eccellenza.
MAL COMUNE MEZZO GAUDIO
Si era persino costituito un comitato degli alluvionati dopo che la scorsa primavera borgo Marene era finito sotto le acque del Mellea.
Ma ben si sa a cosa servono i comitati. Chi governa , legittimato dal popolo, tira dritto per la sua strada senza dar retta a nessuno e men che meno ai comitati spontanei , qualche attenzione in più , a quel che si legge sui giornali o si vede in TV, la riserverebbe ai comitati di affari . Dopo la prima rabbia molti abitanti con spiccato senso di realismo si erano tirati su le maniche , ben sapendo che dalle istituzioni non sarebbe arrivato il becco di un quattrino.
Farraginosa, come sempre, la procedura per la domanda di rimborso , elevatissima la franchigia , lunghissimo l’elenco degli oggetti non rimborsabili, minuziosissima la documentazione fiscale da allegare il tutto con il preciso scopo di scoraggiare gli aventi diritto . (continua…)