
Mani nelle tasche...
Nei commenti sulla stangata per aggiustare i conti pubblici richiestaci dall’ Europa, la frase che ricorre con più insistenza é: “ Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani” .
Ma nessuno ricorda o vuole ricordare, tanto meno la sinistra all’opposizione, la ragione dell’insistenza con cui viene citata.
Tutto risale a parecchi anni fa. Nella notte tra il 9 e il 10 Luglio del 1992. L’allora presidente del Consiglio Giuliano Amato , socialista, indossata metaforicamente la tuta nera di Diabolik, entrò nelle banche e forzò i conti correnti degli italiani arraffando, per decreto legge d’urgenza, il 6 per mille dai depositi.
“distintivo del sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del comune”
(Fascia tricolore, dove e come usarla (Circ. Interno 5/98) Gazzetta Ufficiale n. 270 del 18-11-1998 a firma Rosa Russo Jervolino ministro dell’interno)
Non esiste, per la verità, una normativa specifica per l’uso della fascia da sindaco , ma richiami a differenti disposizioni via via emanate.
Poche telecamere dice D’Alessandro, ce ne vogliono di più. La questione sicurezza è sempre stata mal digerita dalla sinistra.
Ricorderete quante resistenze per due telecamere in croce ai tempi della giunta Comina, ma allora si dovevano fare i conti con Rifondazione.
Oggi con Soave, che assai furbescamente ha affidato la patata bollente al non allineato D’Alessandro, dell’argomento almeno se ne parla ma il sindaco continua a menar il can per l’aia: “vedremo… se ci saranno finanziamenti parteciperemo…”.
Ingredienti :
- Pane carasau
- Sugo pomodoro (con relativo soffritto)
- Pomodori rossi
- Pecorino e Grana grattuggiato
- Basilico – Mozzarella – Olio – Sale
Preparazione:
Laudato si’, mi’ Signore, per sor
Aqua,la quale è multo utile et
humile et pretiosa et casta.
S. Francesco d’Assisi 1224
Si moltiplicano di questi tempi le iniziative in “difesa” dell’acqua pubblica con raccolta di firme in piazza a suon di slogan dal tono propagandistico in stile cubano-marxista del tipo: “L’acqua è di tutti”.
Ci provino questi sostenitori del collettivismo acquatico a captarla l’acqua, ad intubarla a potabilizzarla, a portarla fino ai rubinetti delle nostre abitazioni, a recuperare le acque reflue, a depurarle ed a smaltirle, a far manutenzione agli impianti e alle condotte, a costruirne di nuovi se ne sono capaci. 
