
Salviamo l'ospedale di Savigliano
Sono molti Oggi i “medici” di carriera o di complemento chiamati a raccolta per salvare l’ospedale
”…lo perdiamo, lo perdiamo…” tutti gridano come in un serial TV , ma per anni nessuno se n’è curato.
Si moltiplicano le tavole rotonde e gli incontri e non importa se i relatori si sono occupati fin’ora di attività lontane mille miglia dalla sanità.
Ho ascoltato , in posizione defilata, quel che s’è detto nell’incontro organizzato dal PD il 23 u.s. in sala S.Chiara.

Lega Porge l'altra guancia
C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole delle Alpi. Qualcosa che crea tensioni tra la base incazzata, la Lega di lotta e i vertici istituzionali e i ministri, la Lega di governo, apparsi di questi tempi fin troppo cauti e remissivi.
Bossi ha ordinato di mantenere un profilo basso , quasi dimesso ed ha imposto agli amministratori locali di solennizzare il 17 Marzo , la festa dell’unità d’Italia , magari lavorando , ma non entrando in conflitto con le massime cariche istituzionali del Paese.

Ospedale Savigliano
Improvvisa agitazione di Soave sull’ospedale. C’é da chiedersi perché soltanto ora abbia deciso di occuparsene con tanto ardore venendo meno al suo motto preferito: «Quieta non movere et mota quietare» ovvero «Bögia nen le cuerte» in versione piemontese.
A Savigliano, di questi tempi, è tutto un fiorire di iniziative estemporanee della sinistra, più che in difesa dell’ospedale contro la riforma Cota.

CONTROLLATI ANCHE NELLA RUMENTA
Nei rifiuti finiscono molti effetti personali (corrispondenza, fatture telefoniche con i numeri chiamati, estratti conto bancari), a volte relativi anche alla sfera della salute (farmaci, prescrizioni mediche, ecc.) o a convinzioni politiche, religiose, sindacali.
Queste informazioni, in caso di abusi, possono comportare seri inconvenienti alle persone, per questo motivo la certezza della segretezza dovrebbe sempre essere assicurata, ma da ciò che si legge sui giornali cittadini , non parrebbe essere così.
Apprendiamo dai giornali della polemica tra Ghione e Soave, con inserimento di Cussa, sul ritardo nell’impiego dei soldi, peraltro frattaglie a quanto é dato sapere , per la messa in sicurezza del Mellea che avrebbe dovuto esser in sicurezza ormai da anni e ben prima del Maira.
Ci troviamo invece oggi con l’acqua alla gola, (mi si passi la metafora), dopo aver sperperato una montagna di danaro pubblico per creare quell’obbrobrio paesaggistico che é “Il Canale Maira”, di cui proprio nessuno sentiva l’esigenza se non la civica amministrazione, per correre ai ripari e mettere in sicurezza interi quartieri sorti grazie a permessi a costruire rilasciati in modo superficiale e senza un minimo di programmazione urbanistica sensata pur di incamerare danaro da oneri e tasse.