A proposito dei festeggiamenti di HALLOWE’EN , mi sento in dovere di fare chiarezza sull’origine di tale festa. Premetto che sono d’accordo nel respingerne l’aspetto meramente commerciale, non dimenticando però, che, in un mondo affetto dal consumismo, altre feste del calendario cristiano, a cominciare da: Natale, Epifania, S. Giuseppe ecc. siano state strumentalizzate e banalmente commercializzate.
Voglio però spezzare una lancia a favore della festa HALLOWE’EN.
Tra Carmine Bonino e Soave
Stavolta il fido Sancho Panza Carmine Bonino ha stufato pure Soave, suo Don Chisciotte fin dall’infanzia che lo ha redarguito pubblicamente in consiglio comunale per la sua mania intitolatoria , l’unica attività para-amministrativa di cui sembra capace.
“Perché Einaudi e non Giolitti?” pare abbia chiesto Soave.
Pubblico delle grandi occasioni Venerdì 28 Orrobre in sala S. Chiara.
Si parlava di precari della scuola e soprattutto di sistemi di reclutamento regionale degli insegnanti.
L’interesse dell’argomento e il prestigio del relatore, il Sen. Mario Pittoni, Capogruppo Lega Nord 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo, sport) hanno scaldato l’uditorio, che ha partecipato attivamente alla discussione.
Al peggio, è proprio vero, non c’è mai fine.
Il Presidente della Camera, ex fascista oggi pentito per tornaconto personale, salta spudoratamente e pubblicamente il fosso e va a “Ballarò”, programma “rosso” condotto da Floris (PD), e sputtana da par suo Silvio Berlusconi a cui ha leccato il culo per 17 anni e che l’aveva tolto dalle fogne dove i rossi amici di Floris avevano relegato per anni i “fascisti carogne” com’ era lui per farlo assurgere al terzo soglio della Repubblica e vomita accuse sui ministri dell’odiatissimo ma per ora legittimissimo governo in carica presenti in studio.
Roma città eterna, Roma”Caput Mundi”, ha dovuto subire nella sua storia più di un saccheggio.
Cominciarono i Galli di Brenno nel 390 a.C. , quello che gettò la spada sulla bilancia per ottenere più oro al grido di “Guai ai vinti!”, a cui rispose Marco Furio Camillo: « Non con l’oro si difende l’onore della patria, bensì col ferro delle armi! » ( abbiamo sentito molto la mancanza, sabato scorso di un Marco Furio Camillo al posto dei nostri capoccia cacasotto e tremebondi, terrorizzati dall’assumersi le proprie responsabilità per paura di grane come per il G8).