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CITTA’ SPENTA

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Luminarie di Natale a Savigliano

Luminarie di Natale a Savigliano

Persino le luminarie natalizie suscitano polemiche in questa nostra città sonnacchiosa e senza verve.

La diagnosi l’ha fatta, con disarmane semplicità, Daniela Barello di “Insieme shop”: «“Non c’è la voglia di far festa in questa città ..».

Anche se, con l’aria che tira, questi non sono tempi festaioli, a Savigliano  non c’è più voglia di nulla e non si fa più nulla se si escludono le auto-celebrazioni in materia di bicicletta e strade fiorite, con  i rappresentanti dell’”Apparato” che, con sorriso d’ordinanza stampato in volto,  guardano dalle pagine della stampa locale.

Sono tempi duri: cassa integrazione , lavoro che non si trova , riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato, gli operatori di iniziative sociali di assistenza che lanciano il loro grido d’allarme e che forse dovranno chiudere. In clima di ristrettezze, i pochi soldi vanno spesi con ancor maggiore attenzione: bisogna scegliere a chi destinarli , scelta sempre dolorosa perché non riguarda il superfluo ma il necessario.

La Giunta ha deciso di concedere un contributo straordinario di 5.500 € all’Associazione Commercianti che devono servire sia per gli addobbi luminosi e la filodiffusione che quale contributo per le spese della manifestazione “A cielo aperto”, a fronte di spese stimate di 25/30.000 €.

Con delibera n.137 , la Giunta eroga poi un contributo di 6.310 € a favore dell’associazione “Mai+sole”, che svolge attività in favore delle donne  vittime di violenza. E qui so di addentrarmi su un terreno minato, col rischio, che è quasi certezza, di essere additato come il solito becero maschilista, qualunquista ed insensibile, ma non m’ importa, ormai mi son ben note le filastrocche propagandistiche della sinistra.

Non discuto la finalità alta e nobile dell’associazione, mi domando però se l’entità della cifra, a finanziare un’unica iniziativa, sia adeguata ai tempi di crisi in cui viviamo. Resto poi perplesso quando leggo che la spesa relativa viene imputata al capitolo:

A me sembra un’anomalia  ma certo vi saranno spiegazioni contabili, che ignoro, assolutamente legittime.

Buon Natale a tutti dal vostro

Lo Sciacallo

4 Risposte to “CITTA’ SPENTA”

  1. Giorgio scrive:

    C’è poco da commentare. Savigliano è morta. E tutti noi siamo morti con essa, ma nessuno ce l’ha ancora detto.Anche per il resto c’è poco da commentare. Quando si “vive” in un cimitero non si può fare altro che rimettersi al “conduttore custode”sperando che almeno tolga le foglie dai viali ed osservi gli orari di apertura e chiusura per una prece.Del resto ogni comunità ha ciò che si merita.

  2. Antonio Giaccardi scrive:

    Grazie a Giorgio per il suo commento.
    Evidentemente ai saviglianesi va bene così. Non hanno altre e alte aspirazioni.

  3. Enrico scrive:

    Savigliano è una città di una tristezza immane. Non è più in condizione di dar risposta alle necessità della gente, che ormai se ne sta chiusa in casa e contribuisce a rendere sempre più problematico il rapporto tra cittadini.L’amministrazione di sinistra all’inizio ha creduto di poter gestire anche il divertimento personale, indirizzando tutti a mangiare in piazza, a ritrovarsi sotto l’ala intorno al bollito, a far la camminata e poi giù la pastasciutta degli alpini in parco Graneris, scambiando tutti per perfetti deficienti e caproni, capaci soltanto di indirizzarsi verso la «luce», quella imposta dal governo locale. Ma non ha capito che, con questo, ha ucciso definitivamente lo spirito allegro e costruttivo di una popolazione che, in provincia ma non solo, era tra le più vivaci e piene di buona volontà. C’è bisogno di uno scatto d’orgoglio che, andando avanti così, non arriverà mai più!

  4. Antonio Giaccardi scrive:

    Ringrazio Enrico per il suo commento.
    La massificazione del popolo, già nel DNA dei comunisti, resiste nell’attuale amministrazione catto-comunista. L’obbiettivo resta il controllo globale delle masse che pare siano pure contente di intrupparsi in pedalate o banchetti di massa in piazza in cui ci si deve portare stoviglie, posate e bicchieri di plastica il che mi sembra francamente squallido. MI sono permesso di scrivere che gli Alpini avrebbero fatto meglio ad occuparsi di protezione civile piuttosto che servire la polenta in piazza,come camerieri, ai padroni del vapore di turno. Apriti cielo! punti sul vivo , le penne nere locali mi hanno accusato delle più bieca strumentalizzazione politica intimandomi di tacere per il futuro. Resto della mia idea: che i militari e le associazioni d’arma debbano mantenere la propria dignità.E questo vale anche per la rimozione dei rifiuti di Napoli.

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