A otto giorni dalle Regionali e quando ancora non s’è spenta l’eco dell’adunata oceanica di Piazza San Giovanni, convocata d’urgenza dal Sire, non è tutto oro quel che riluce nel centrodestra. Denis Verdini, coordinatore nazionale del PdL, fa un mazzo così ai suoi luogotenenti subalpini.
Forse perché già coi nervi a fior di pelle per la bocciatura della lista del PdL a Roma, fatto sta che Verdini indirizza una lettera di fuoco ad Enzo Ghigo, coordinatore per il Piemonte, tra cui si legge :
«Mi pare impossibile che deputati, senatori, consiglieri regionali, tutti gli eletti e quadri dirigenti di partito, alcuni dei quali sono sempre pronti a lamentarsi e a mugugnare su ciò che non funzionerebbe nel Pdl, di fronte a una prova così importante» non sentano il dovere di «dimostrare che non sono una classe dirigente per caso».
Questo perché lo stato maggiore piemontese non sarebbe stato in grado portare a Roma 2.500 persone per la manifestazione di sabato 20 Marzo. Alcuni “berluscones” nostrani, iniziano a sentir suonare le campane. A morto.

sara’ forse che i piemontesi sono meno servi della gleba della media nazionale. qui’, vi assicuro non siamo fessi e pecoroni, la massa per fortuna ragiona ancora