
I Prof saviglianesi contro Tremonti
Il Prof. Ambroggio e i suoi colleghi saviglianesi schierati contro Tremonti
Non vanno proprio giù ai Prof. Saviglianesi le misure di austerity del ministro Tremonti.
Le iniziative contro la finanziaria prendono il via dai docenti dell’ Istituto “M. Eula” che inviano una lettera al Presidente del Senato Schifani, al Presidente della Camera Fini e al Presidente della Repubblica Napolitano per informarli sulla situazione di scuola e docenti come se le più alte cariche dello Stato non ne fossero al corrente. Nella missiva i “Non siamo d’accordo” si sprecano. Una sfilza di lamentazioni che ben difficilmente sortiranno qualche effetto se non quello di dar sfogo al mugugno libero e democratico stile: “piove governo ladro”.
Gli fanno eco i docenti del Liceo “Arimondi” che, molto più realisticamente, inviano una lettera ai genitori degli allievi per giustificare la riduzione delle ore dei corsi di recupero (da 200 a 80) causa i tagli della finanziaria.
Si tratta di una manovra ben orchestrata che risponde ad una regia occulta?
Difficile dirlo con certezza ma facile intuirlo, dal momento che da sempre la scuola è considerata un feudo della sinistra, che l’ha colonizzata sistematicamente e capillarmente nel corso degli ultimi trent’anni, e vive oggi i tagli imposti da un governo di destra come una tremenda vendetta, a cui neppure il sindacato può opporsi .
La tradizione vuole che in Liguria il padrone di un peschereccio offra, a chi si imbarca, la scelta tra il diritto di lamentarsi (mugugnà) ed un supplemento di paga. Scelta lacerante per un ligure; come dice il proverbio: “Sensa vin se navega, sensa mugugni no”. Poiché agli insegnanti le paghe sembrano ormai esser state decurtate, l’unico sfogo rimasto è mugugnare.
Di seguito riportiamo i sacrifici richiesti ai docenti dalla finanziaria raffrontati a quelli di alti e altri dirigenti pubblici .
La rivista “Tutto scuola” ha provato a fare i conti .
Pur trattandosi di una fonte d’informazione ” di parte” vediamo quanto ci rimettono dalla manovra gli insegnanti.
Il taglio medio per manager pubblici con stipendio annuo compreso tra i 90.000 e i 150.000 € sarà del 5% mentre sotto i 90.000 € non vi sarà alcun taglio. In conclusione il taglio reale degli stipendi del manager sarà notevolmente inferiore a quel 10% preannunciato.
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Ruolo |
Riduzione % media |
| Sottosegretario |
-6,00% |
| Capi Dipertimento |
-5,60 % |
| Dirigenti Ministeriali |
-2,50% |
| Personale Dipendente ( docenti, personale amministrativo, bidelli etc) * |
-11/-15% |
* quello colpito dal blocco dello scatto di anzianità (circa il 50% del totale) oltre che del contratto
Per il personale un taglio del 11% in media (con punte del 15%).
Docenti, dirigenti scolastici, personale amministrativo, bidelli vengono colpiti dalla manovra su tre fronti: blocco del contratto collettivo nazionale, congelamento degli scatti di anzianità, indennità di buonuscita.

Lo ammetto…ho un concetto un po’ romantico della scuola che mi riporta al De Amicis e a maestri a cui non si poteva dare del tu. Ci si alzava scattando quando entravano in aula pronunciando all’unisono “buongiorno signor maestro”. Questi poi ci puniva con una bacchettata sulle dita per ogni errore da dettato. Il maestro dei miei tempi è diventato: “maestri, professori, insegnanti”. Si sono moltiplicati e la maestrina dalla penna rossa ha ceduto il passo ad una miriade di docenti più o meno motivati. Oggi però si lamentano sostenuti da sindacati più o meno autonomi sicuramente compiacenti. Mah! Nessuno ricorda invece quanti benefici, per anni, ha goduto la categoria? Ci si dimentica delle vergognose tutele sindacali? Quante maestrine…rosse…sono andate allegramente in pensione con diciannove anni sei mesi ed un giorno? In pensione con 37/40 anni di età! E i mesi di ferie? Almeno un tempo erano ben diverse le tutele rispetto al settore privato. Non parliamo dei meriti. Molti insegnanti bravissimi si vedevano/vedono accomunati, per stipendio e considerazioni, ad una miriade di fannulloni laureatisi nel periodo 68/75. Ma alcuni insegnanti oggi si sentono stressati. Vengano a lavorare da me e si confrontino quotidianamente con forecast, budget, verifiche trimestrali sui rendimenti e sui risultati. Vengano a lavorare nel privato dove, specie per alcuni contratti (compreso il mio) le tutele sindacali non esistono. Provino ad aprire una partita Iva e si confrontino quotidianamente con il mercato reale. Io ho grande rispetto per chi lavora, qualsiasi lavoro venga svolto. Ho un po’ meno considerazione per chi…oggi…si lamenta urlando che la cuccagna è (forse) finita.
Fulvio D’Alessandro