
Marx in cattedra
MARX IN CATTEDRA
La scuola pubblica è un covo di comunisti, perciò la sinistra manda i figli alle private
Per anni il timone della scuola pubblica, inutile negarlo, ha virato a sinistra. Il mito della superiorità morale, ancor oggi rivendicato, a cui per la verità sta dando manforte il Primo ministro, ha lasciato un segno profondo nell’educazione degli italiani per trent’anni almeno, accompagnandoli dall’asilo alla cabina elettorale.
Ai nostri bambini hanno insegnato che Dio, patria e famiglia sono cose da fascisti ed il tricolore è stato , per lungo tempo, un simbolo da bruciare; così come sono di destra e dunque da combattere sia l’ordine pubblico che i suoi tutori. Anche i libri scolastici hanno volutamente ignorato per decenni episodi scomodi per la sinistra come il genocidio delle foibe praticato dai partigiani comunisti di Tito.
L’ossessione di Berlusconi per la scuola pubblica comunista è forse oggi un tantino esagerata, tuttavia per non correre rischi, se si è di diversa opinione e potendolo fare, converrà scegliere per i nostri figli una scuola privata che fornisca un’educazione più consona ai principi genitoriali.
Come è noto, i radical-chic e l’aristocrazia rossa sostengono da sempre, a spada tratta, la scuola pubblica, secondo loro la sola fonte del sapere democratico, poi però mandano i loro figli nelle più esclusive scuola private con rette non certo popolari. Illuminante al riguardo un’inchiesta condotta per Panorama dalla giornalista Romana Liuzzo, da cui apprendiamo che:
Francesco Rutelli, pare abbia fatto carte false per iscrivere, ad anno iniziato, una delle figlie in un’esclusiva scuola dalle aule con vista su Piazza di Spagna. Nanni Moretti , l’ultimo dei girotondini, quello che ha esortato D’Alema a dire “qualcosa di sinistra” ha iscritto suo figlio alla scuola anglo-americana, frequentata solo da ricchi rampolli dell’alta borghesia. Giovanna Melandri , anch’essa non ha saputo resistere alle lusinghe del radical-chic ed ha iscritto la sua prole all’ambitissimo istituto San Giuseppe di via del Casaletto. Stessa storia per Fausto Bertinotti e Luciana Castellina fondatrice del Manifesto, ex deputata del Partito Comunista Italiano, del Partito di Unità Proletaria per il comunismo, di Democrazia Proletaria, di Rifondazione Comunista e del Movimento dei Comunisti Unitari, che si ritrovano, l’uno accanto all’altra, ad attendere i nipotini fuori dalla porta di uno degli istituti più prestigiosi di Roma.
Ma molti genitori dalle spiccate tendenze sinistrorse hanno optato per scuole private , da Bianca Berlinguer all’ex direttore de La Stampa Marcello Sorgi fino all’ex senatore dell’ Ulivo Vittorio Cecchi Gori. Noblesse oblige!