
Guido Ghione e Stefano Isaia segretario provinciale
La sede della Lega Nord di Piazza Santarosa era stracolma Mercoledì 9 Giugno.
L’argomento sempre lo stesso: mandate Ghione a Torino a rappresentare Savigliano. Ospite, nello scomodo ruolo di parafulmine, il segretario provinciale Stefano Isaia.
Il malcontento era nell’aria e non ha tardato a manifestarsi :” Savigliano vi ha portato un sacco di voti ma dopo vaghe rassicurazioni siamo sempre allo stesso punto. Chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato scordiamoci il passato ….”.

Pubblico in sala
Dalla sua scomoda posizione il segretario provinciale ha cercato di calmare gli animi ed ammorbidire la platea. Niente da fare, militanti e simpatizzanti hanno parlato chiaro, senza giri di parole e i nodi sono venuti al pettine.
A parte la questione Ghione ai leghisti non va giù l’incetta di incarichi fatta dal PDL che, con risultati non certo esaltanti, ha sistemato al meglio in regione i suoi candidati trombati alla prova del voto.
E la Lega che fa?
«Si costerna s’indigna , s’impegna poi getta la spugna con gran dignità…»? Neppure questo .
La Lega provinciale tace e patisce una soggezione atavica nei confronti del PDL (ma forse sarebbe meglio dire della Fam. Costa).
Chi credeva che con l’avvicendamento Viglietta/Costa Jr. ai vertici del PDL provinciale le cose sarebbero cambiate ha dovuto ricredersi: nel partito o stai dalla parte giusta o ti sbattono la porta in faccia. “The Times They Are A-Changin’ “ cantava Bob Dylan nel lontano ’64 “ … il primo di adesso sarà l’ultimo di domani perché i tempi stanno cambiando”.
I tempi sono cambiati ma la Lega sembra non accorgersene. Timida e impacciata è l’ancella del PDL pur avendo avuto in provincia un consenso senza pari.
Non un’iniziativa degna di menzione, non una linea strategica chiara da seguire: sparita letteralmente dalla scena politica dopo la vittoria. Il segretario ha balbettato di iniziative come acqua pubblica o no al fotovoltaico nei campi: roba da pacifisti e sostenitori dello yogourth fatto in casa quando in platea molti accarezzavano ancora nel cuore sogni di secessione.
Anche la redistribuzione delle deleghe non viene affrontata per timore di dispiacere a qualcuno o di chi sa quali ritorsioni. Paralizzata dalla paura la Lega è un pulcino bagnato.
La gente l’ha votata in massa, ma con in voti viene la responsabilità e il coraggio di governare. Dite alla Lega che ha vinto le elezioni , ditele che i tempi sono cambiati e non bisogna aver paura.
