

A distanza di tre mesi e mezzo, quel titolo de ”Il Saviglianese“ del 01/04/2010 suona, per la Lega Nord Savigliano, proprio come un “pesce d’Aprile”.

Ghione e Cota
I trombati del PDL alle regionali sono stati tutti sistemati: Toselli 2° escluso é consigliere regionale, Casoni giunto al 4° posto, premiato addirittura con un assessorato.
L’unico a occupare a buon titolo il proprio ruolo di assessore, é Alberto Cirio, “Mr. preferenze”, primo assoluto nel PDL con 14452 voti personali, che ha staccato politici di lungo corso come Raffaele Costa fermatosi a quota 6081.
A seguire, staccatissimi, Toselli e Casoni.
E la Lega Nord Savigliano?
Pur rappresentando il primo partito della città, con il 26% dei suffragi, dopo i titoli reboanti dell’immediato dopo elezioni, é letteralmente scomparsa dalla scena politica cittadina.
Colpa di una dichiarazione nobile ma avventata di Cota in campagna elettorale: “I nostri assessori, non daranno le dimissioni da consigliere. Non siamo un partito moltiplicatore di posti e stipendi”.
Così ora i cugini del PDL “A l’han fàit nòsse e spatuss. / E a Ghion ch’e j’era daré l’uss /a l’han gnanca daje na ciapa ‘d pruss.”.
Guido Ghione oggi rimane sospeso a mezz’aria, né carne né pesce nonostante il grosso sforzo personale e il lusinghiero risultato. Nel frattempo, la Lega nord col suo 26% dei consensi é totalmente fuori dai giochi senza qualcuno che la rappresenti, snobbata anche dalla stampa locale colonizzata dai “trombati” eccellenti del PDL.
Pietro Francesco Toselli é titolare di una rubrica personale su “Il Saviglianese” : “Savigliano-Torino: il diretto della politica“, Tullio Ponso dell’IDV , con le sue “misere” 1603 preferenze guadagna le luci della ribalta con un OdG, come primo firmatario, sul Mellea, cui si sono accodati tutti gli altri nostri rappresentanti locali in Regione.
Entrambi poi Ponso e Toselli si guadagnano un articolo a 5 colonne sul Corriere , con foto . La nobiltà d’animo di Cota si sta rivelando controproducente.
Di quelle parole , probabilmente, si sarà pentito mille volte , ma come dice Metastasio « Voce dal sen fuggita più richiamar non vale; Non si trattien lo strale quando dall’arco uscì » e la sua onestà intelletuale gli impedisce oggi di fare marcia indietro.
Tanta coerenza ci pare invero poco realistica in un periodo di giravolte e contorsionismi. La politica come disse Rino Formica socialista craxiano « é sangue e merda» e la nobiltà del cavaliere senza macchia di Cota non le si addice.
Le strade per uscire dall’impasse sono tante e il Governatore le conosce bene. Sia comunque consapevole che sarà difficile mantenere alle prossime elezioni quel 26% di voti richiamandosi al nobile proclama ma essendo stati lontani dalla scena politica e senza la minima gratificazione per l’elettorato saviglianese dimostratosi così generoso ma senza quel minimo riconoscimento che meriterebbe con un suo rappresentante sul territorio.

Conosco Guido Ghione da circa 35 anni. Siamo coetanei della mitica classe 1960. Guido è un uomo di partito, di quelli che accettano in silenzio gli indirizzi di capi, capetti e capataz più o meno padani. Apprezzo in Guido la determinazione e la coerenza sofferta di appartenere ad un partito, la Lega Nord, molto simile per impostazione organizzativa al vecchio Pci. Io non riuscirei assolutamente a chinare la testa mettendomi a disposizione del potentato di turno. Amo troppo la mia libertà e non baratterei mai il mio pensiero per un fazzoletto verde o rosso infilato nel taschino. Nella mia “carriera” politica ho mandato a stendere un’infinità di partiti e ominicchi con la tessera in saccoccia. Ne ho pagato le conseguenze, ma non devo niente a nessuno. Posso guardare in faccia tutti e nessuno mi può tirare per la giacchetta. L’ombrello del partito però ha anche i suoi vantaggi. Garantisce voti, organizzazione, referenti, propaganda, posti gettonati padani e/o romani. Permette di ottenere visibilità, soldi per le campagne elettorali, consenso finalizzato al capolista del momento. Detto questo penso che Cota, in attesa della sentenza del TAR prevista (spero) il 15 luglio, ha commesso un grosso errore nel non considerare il ns. territorio e i ns. uomini. Mi spiace per Guido e, anche se poi verrà magari piazzato su qualche cadrega, di fatto anche lui è oggi da annoverare tra i politici trombati. C’è da chiedersi, tra meno di quattro anni, cosa farà Guido Ghione a Savigliano? Si ripresenterà nuovamente e senza speranza alla guida non di una coalizione coesa, con un candidato espressione della società civile, ma di un partito che gode oggi di un consenso ampio, ma non sufficiente a scardinare la gioiosa macchina da guerra del centrosinistra saviglianese?
Fulvio D’Alessandro