La croce del gonfalone e Cristo in croce non sono equivalenti
La mozione di Ghione per l’introduzione del crocifisso in sala consiliare è stata , come ampiamente previsto, bocciata.
Hanno votato contro anche i cattocomunismi al governo della città, subalterni ai rossi e sempre più timidi nei confronti del Sindaco.
La coalizione al potere ha negato a Cristo il diritto di residenza nella casa comune dei saviglianesi : il municipio.
L’iniziativa s’è comunque rivelata “irritante” per sindaco e maggioranza al punto che Soave si è sentito in dovere, per intortare i consiglieri, arte in cui eccelle, di puntualizzare che la croce esiste già nel gonfalone del comune e ce n’è d’avanzo.
Giustificazione debole e pretestuosa paragonare un simbolo gentilizio all’effige del Cristo salvatore morto in croce per la salvezza di tutti noi, compresa la sua, ma tant’è, la melliflua giustificazione è nel perfetto solco del suo modo d’essere: cercare di accontentare tutti senza mai riuscire ad accontentare nessuno fino in fondo.
Ne abbiamo ulteriore conferma dal suo commento all’installazione dell’ ottava telecamera di videosorveglianza a Savigliano, cui i giornali hanno dato un rilievo inusitato, quasi si fosse trattato dell’ installazione dell’ottava meraviglia del mondo .
Soave ha voluto dire la sua anche in questo caso senza sbilanciarsi troppo, com’è suo costume :«Occorre guardare queste problematiche con serenità ed obiettività per trovare linee di intervento il più equilibrate possibile».
Per restare in tema di blasoni quello de i Medici di Firenze ha sei palle, quello di Soave neanche una.
Intanto cambierei il titolo con un evidente errore.
Ci risiamo! Ho già scritto sulla questione crocifisso (Laicista?) e quindi non mi dilungo. Ma quando tu Antonio eri in Consiglio comunale non mi sembra ti sia mai posto il problema. Ghione lo conosciamo, parla quasi sempre a nome e per conto dei comunicati copia/incolla della Lega nonostante sia stato sonoramente trombato. Io non sono un cattocomunista e quindi rigetto al mittente l’epiteto. Tantomeno sono postfascita e con l’accoppiata Mario Borghezio/Marine Le Pen non ho nulla da spartire. Ma mentre il cattolicissimo Ghione brandisce con la destra lo spadone e con la sinistra il crocifisso, nella recente conferenza dei capigruppo indetta urgentemente dopo che il governo passa la palla alla regione Piemonte, questa passa la palla alla provincia di Cuneo che scarica un comunicato di verifica accoglienza migranti al comune di Savigliano, il cattolicissmo Ghione usa frasi per nulla cristiane nei confronti dei profughi. Parafrasa in sostanza “fora di ball” senza arrivare ancora ad auspicare l’uso delle armi controi barconi dei disperati. Forse ai simboli della cristianità bisognerebbe preferire i fatti e le azioni…cattoliche e cristiane. Sulle palle ci andrei cauto. Quando queste diventano a qualcuno dei leghisti al governo, più grosse del cervello prevale la stupidità.
Cordiali saluti.
Fulvio D’Alessandro
Caro dott.Giaccardi,pur rimanendo sempre coerente con l’incipit di un mio precedente intervento sul tuo blog,ogni qual volta più o meno “sottilmente” (ma ritengo che l’avverbio non ti si addica,sia un eufemismo) mi sento stuzzicato,chiamato in causa perchè fai di “tutte l’erbe un fascio” (anche se poi “miri” e “tiri” infallibilmente ad un preciso bersaglio)mi corre l’obbligo,sento il dovere d’intervenire.Ritengo (sarò presuntuoso?)di non essere un “apallico” (che come ben sai è un termine che sta ad indicare uno stato di coma)senza l’alfa privativo perchè potrebbe rientrare nell’accezione che hai dato alla chiosa del tuo articolo a proposito
di…attributi (meglio palle?),ne tantomeno
penso di poter essere inserito nei versi del sonetto:”..come le pecorelle..ciò che fa la prima e le altre fanno..semplici e quete e lo ‘mperchè non sanno..” per dirla con il Sommo Poeta (Purgatorio,Canto III).Fuor di metafora (solo per rendere più leggero il mio intervento):io per primo (da cristiano,cattolico praticante convinto,che s’inchina al Cristo che dal Gòlgota guarda con commiserazione la deriva morale italiana
nella quale ci ha condotti il tuo amico mister B.(Mills dixit)!ho fatto un plauso alla sentenza dell’Alta Corte di Strasburgo che ha ribaltato la prima sentenza,rigettando la causa che voleva mettere al bando il Crocifisso dalle aule scolastiche,riconoscendoGli una pluralità di significati tra cui è predominante si il senso religioso,ma rappresenta anche uno dei simboli della nostra storia e della nostra identità. Per entrare nel merito del tema da te sollevato:vi è una sostanziale differenza (che sono persuaso non sia sfuggita ad un attento osservatore quale sei!)tra la vicenda da te richiamata e la sentenza dell’Alta Corte,perchè nelle aule consiliari (che tu hai avuto modo di frequentare) il Crocifisso non è stato rimosso perchè non c’è mai stato,quindi la mozione di Ghione per l’introduzione dello stesso nelle aule consiliari è stata bocciata con il voto della maggioranza che non ha subito forzature,pressioni psicologiche,non è stata subalterna a chicchessia,ciascuno ha votato
secondo quanto dettato dalla propria coscienza e si è andati in questa direzione lasciando lo “status quo” ! Sempre cordialmente ,con rinnovata amicizia e stima
Pasquale PORTOLESE