La corte suprema degli USA ha dichiarato incostituzionale una legge della California del 2005 ( Governatore Arnold Schwarzenegger) che prevedeva il divieto di vendita e noleggio (pena una multa di 1000 dollari) di videogiochi violenti ai minori, ravvisandovi una manifesta violazione di principi costituzionali. Neppure quando è in gioco la tutela di minori o adolescenti.
La sentenza ha sancito che non è compito dello Stato la tutela dei più piccoli dalla visione di prodotti commerciali che abbiano dei contenuti sanguinari e aggressivi, perché questo spetta esclusivamente alla famiglia,
In sostanza non si può fare una legge che limiti la libertà di espressione (primo emendamento) solo per tutelare un fetta di popolazione anche se si tratta di bambini.
Nel nostro Paese, dove il bambino è re quando non tiranno, la decisione della Suprema Corte non mancherà di suscitare scandalo e proteste.
Qui da noi i genitori, per necessità o per scelta. trovano spesso molto più comodo delegare alle pubbliche istituzioni l’educazione dei propri figli , salvo poi entrare a gamba tesa quando gli insegnanti riprendono i loro pargoli tentando di educarli oltre che di istruirli, giungendo in alcuni casi alla denuncia per “abuso di potere”.
Nel frattempo le grandi case di intrattenimento come Sony o Disney brindano alla sentenza.
Sarebbe bene che padri e madri si occupassero più da vicino dell’educazione dei propri figli o se ne deve occupare la pubblica amministrazione?
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