
Fini
La lunga marcia di Fini, iniziata nel 1995 con la svolta di Fiuggi e la fondazione di AN, si è conclusa trionfalmente a Genova, alla festa del PD, con la standing ovation dei presenti (pochi) che hanno acclamato in lui il nuovo leader della sinistra italiana allo sfascio; Franceschini, Marino e Bersani possono mettersi il cuore in pace.
Dopo aver tirato fuori i fascisti dalle fogne, Fini s’è messo in testa di tirare fuori i compagni dalla m… in cui sono precipitati con la gestione Veltroni-Franceschini. Dai tempi di Fiuggi il Presidente di svolte e giravolte ne ha fatte tante, passando con la massima faccia tosta da affermazioni quali «Mussolini è stato il più grande statista del secolo» alle “infami leggi razziali volute dal fascismo” .
Se oggi in Italia la sinistra è a pezzi la destra manco esiste più, sacrificata dal Sub(acqueo) Comandante ai propri interessi e a quelli dei suoi tirapiedi. Per dirla con crudo linguaggio neorealista alla Guccini, Fini sta facendosi i cazzi suoi e a culo tutto il resto.
Per 14 anni ha ci ha fatto una capa tanta con “Dio, Patria e Famiglia”.
Ora, si da il caso che Gianfranco Fini sia un non credente; Dio, quindi è una questione che non lo interessa, a meno che non gli torni utile per scopi personali. Per quel che concerne la famiglia, a parte auspicare i PACS per le coppie omosessuali come Luxuria, non mi pare abbia, per evidenti ragioni personali, molto da insegnare. In quanto alla Patria da qualche tempo l’ex leader dell’ex An non si cura che di caldeggiare il diritto di cittadinanza agli immigrati e l’insegnamento del Corano nelle scuole italiane esattamente come un Rizzo o Diliberto qualunque.
Alla festa del PD di Genova il Presidente ha rimarcato sempre più la differenza con Bossi e Berlusconi: “Loro le bestie, lui la Vergine Rifatta, venuta a Genova, città tremenda per chi viene dal Msi, a miracol mostrare. Un tifo della madonna per la nuova sposa che non ha tradito le premesse, limitandosi a tradire i suoi elettori e il suo passato anche più recente” , come scrive, amaramente, Marcello Veneziani.
I suoi colonnelli, che lo hanno fin’ora difeso fino all’indifendibile, hanno ormai fatto il pieno e non possono trangugiare oltre .
All’ultima sua sortita sul testamento biologico: «ogni cittadino e ogni parlamentare deve rispondere alla sua personale coscienza. Su questioni relative alla vita e alla morte non ci può essere un vincolo di maggioranza o di partito», rispondono a muso duro Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello: «Non accettiamo lezioni di laicità» e ricordano al Sub-Comandante che la legge sul fine vita ha avuto, sugli articoli più controversi come alimentazione e idratazione, voti favorevoli di gran lunga superiori a quelli della maggioranza.
Anche quel brav’uomo di Schifani s’è rotto le balle delle sue uscite : «i singoli deputati opereranno con libertà di coscienza. Sarebbe un errore condizionarli attraverso interventi, seppure autorevoli, di qualunque provenienza».
Poco convincenti sono apparse le parole pronunciate nell’intervento alla scuola politica del PDL a Gubbio, una risposta a muso duro a Berlusconi e Bossi in tema di biotestatamento e di immigrazione : «…Dire di dare il voto agli immigrati alle elezioni amministrative non è cattocomunista…» Sarà anche come dice , ma la sua politica troppo avanzate è incomprensibili alla gente di destra, è indigesta alla base elettorale, ed alla fine chi va a votare è la gente e non gli alchimisti del politichese.
A me la fronda di Fini pare abbastanza chiara; un aut aut a Silvio: o me o Bossi! Ma se il Senatur può contare in un consenso compatto, Fini al momento può solo contare sul malcontento dei suoi . Su questa strada lo seguiranno in pochi e il peso della Lega , nel PDL, aumenterà ancora
Annegata la destra nel mare di Genova, Fini continua la sua marcia personale alla volta del Quirinale . Dopo un presidente ex comunista ci toccherà un ex fascista?
Antonio Maria Giaccardi