
Cota vince in Piemonte
Importantissima vittoria del centro destra ma soprattutto della Lega in Piemonte.
Grazie anche all’aiuto indiretto dei “grillini” che con il 3,66% hanno tolto lo sgabello di sotto i piedi alla zarina rossa.
Sarebbe infatti bastato che il 20% dei voti di Grillo non fossero stati sottratti alla Bresso per conservarle la poltrona di governatore del Piemonte. Minima la differenza che separa i due contendenti , appena 9372 voti su 2.338.487 votanti, e Beppe Grillo con i suoi 69.448 suffragi ha fatto la differenza.
Un’altra chiave di lettura che, a posteriori, si può dare al risultato è che la posizione pro TAV della Bresso è stata un errore strategico che ha suscitato il malcontento nel popolo della sinistra, malcontento riversato nella lista di Beppe Grillo che a nostro avviso ha il merito di aver parlato chiaro, con un programma di 5 cose da fare, al contrario delle forze tradizionali che da mesi si rimpallano accuse e si fanno sgambetti usando armi improprie per delegittimare l’avversario , senza proporre alcunché, e di cui la gente è ormai arcistufa. In provincia di Cuneo la Lega diventa il primo partito, superando il PdL, perché sa parlare chiaro alla gente e non solo trincerarsi dietro fumosi slogan inconcludenti e acrimoniosi e perché è una squadra coesa e non un insieme di persone, che corrono ognuna per il proprio tornaconto personale.
Infine da segnalare il buon risultato del nostro concittadino Guido Ghione , 3° su sei candidati leghisti, forse la tessera più vecchia della Lega in provincia, a cui , a cui dopo tanti anni di anticamera, è stata finalmente riconosciuta la sua lealtà al movimento con la candidatura alla Regione.
A.M.Giaccardi
L’analisi politica propria del corrispondente non fa una piega. Ora però comincerà a scorrere “Il sangue dei vinti” come da tradizione tutta italiana. Noi moderati, più sensibili alle attività amministrative piuttosto che a quelle politiche, auspichiamo in un progetto futuro volto a garantire un confronto tra tutti coloro che non si riconoscono in un maggioritario imperfetto subordinato a logiche populiste piuttosto che popolari. Seppur schierato con il centrosinistra, già in campagna elettorale avevo espresso a Guido Ghione l’augurio di potersi sedere su una delle poltrone di palazzo Lascaris. Oggi penso sia una certezza assolutamente meritata.
Da saviglianese non posso che augurargli buon lavoro.
Fulvio D’Alessandro