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EFFETTO DOMINO

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Avvertenza:
Prima di leggere  sgomberate la mente dagli affanni  quotidiani.
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Effetto domino in Regione e in Provincia

Effetto domino in Regione e in Provincia

A sette mesi  dalle regionali e dopo la conferma di Cota Presidente da parte del consiglio di Stato è possibile abbozzare un primo bilancio. Come tutti ormai sapranno, il neo presidente Cota ha dichiarato sin da subito che avrebbe ridotto la Giunta da 14 a 12 assessori e che non avrebbe consentito ai consiglieri del suo partito chiamati  a fare l’assessore, di dimettersi dal ruolo di consigliere per far posto ai colleghi primi esclusi.

Tutto ciò in un encomiabile sforzo di riduzione di posti e di costi della politica fatto però a senso unico e sulla pelle dei candidati del suo stesso  partito , dal momento che il PDL, fedele alleato,  a ridurre i costi e soprattutto i posti non ci pensa nemmeno. E veniamo a questa sorte di puzzle elettorale da far venire il mal di testa.

Roberto Rosso (PDL), attualmente parlamentare  ed ex coordinatore di F.I. del Piemonte, entra di diritto in Consiglio regionale perché facente parte del cosiddetto” listino bloccato”  ovvero di quella quota di consiglieri legati al candidato presidente della Regione che, in caso di vittoria del loro leader, vengono eletti comunque senza doversi sbattere per ottenere le preferenze dagli elettori. (…ti piace vincere facile eh?) . A luglio Rosso ha capito che la Regione non faceva per lui, tra l’indifferenza del suo partito e l’ ostilità di Roberto Cota, ha deciso di restare a Montecitorio lasciando il posto a Claudia Porchietto, già capogruppo del PDL in Consiglio regionale.

Alberto Cirio invece l’elezione se l’è conquistata sul campo, l’unico consigliere  eletto in provincia di Cuneo per il PDL , é risultato il più votato in Piemonte con oltre 14.000 preferenze.

Sia Rosso che Cirio hanno assunto  l’incarico di assessore . Il primo, dopo essere stato inizialmente vice presidente  della regione e assessore al Lavoro e alla Formazione, come s’è detto ha lasciato la Regione ed è tornato a Roma come parlamentare    mentre Cirio è l’assessore in carica a Istruzione, Sport e Turismo. A differenza della Lega, il PDL s’è ben guardato dal ridurre i posti e i costi e, detto fatto, ha provveduto alla sostituzione dei  sei consiglieri dimissionari perché nominati assessori regionali: a Roberto Rosso, eletto nella lista regionale del presidente Cota, è subentrato Raffaele Costa, primo escluso nella circoscrizione di Cuneo; a Barbara Bonino è subentrato Alfredo Roberto Tentoni, primo escluso nella circoscrizione di Torino; a Ugo Cavallera è subentrato Marco Botta, primo escluso nella circoscrizione di Alessandria; a Alberto Cirio è subentrato Pietro Francesco Toselli, secondo escluso nella circoscrizione di Cuneo; a Michele Coppola è subentrato Franco Maria Botta, secondo escluso nella circoscrizione di Torino; a Caterina Ferrero è subentrato Gian Luca Vignale, terzo escluso nella circoscrizione di Torino.

Se, come si ventila da più parti, venisse creato appositamente per Costa un incarico di prestigio in regione nell’ambito della sanità ( come si può lasciare “a piedi” una figura dal passato tanto importante?) ecco che questi sarebbe “costretto” a lasciare il proprio posto di consigliere. In teoria avrebbe dovuto  subentrargli Casoni (quarto classificato in casa PDL) , se non ché Casoni , benché bocciato dagli elettori, è stato promosso  per intervento divino, assessore al commercio in quota AN ed è dunque già ottimamente sistemato in  Giunta , ragion per cui il posto di consigliere toccherebbe a Lauria ( quinto classificato) però , c’è sempre un però. Lauria è già assessore provinciale, incarico  incompatibile con quello di consigliere regionale, se vuol andare a Torino deve lasciare libero il suo posto in  Provincia. A questo punto altri giochi si aprirebbero in consiglio provinciale ma , non volendo far saltare i relais cerebrali ai lettori , qui mi fermo . Nel frattempo i partiti si stanno spartendo i posti di sottogoverno. Ce ne sono in ballo quattro: l’ATC (ex case popolari) assegnato a Buttieri (PDL), la presidenza di Fingranda quale premio di consolazione all’inquieto Sassone (PDL), un posto in fondazione Cassa Risparmio di Cuneo in quota Lega, al momento non assegnato, e la presidenza di Tecnogranda società per azioni a capitale misto pubblico e privato , centro per l’innovazione tecnologica e di servizi alle imprese per Guido Ghione  .Di questi ultimi due posti  se ne riparlerà la prossima primavera; per intanto il PDL ha arraffato i posti disponibili fin da subito.

Cota  avrà anche fatto un nobile gesto , ma l’affare l’ha fatto il PDL , e che affare! Il merito? Crediamo vada in primo luogo ai vertici PDL, assai più abili nel manovrare le leve del potere di quelli della Lega Nord e, per quel che riguarda la Granda, in special modo a Guido Crosetto,.
Ricapitolando : in provincia di Cuneo a fronte di un solo eletto dal popolo , Cirio, il PDL manda in Regione due consiglieri Toselli e  con tutta probabilità Lauria , arrivati al terzo e quinto posto nella conta dei voti, un probabile assessore, Costa ( secondo classificato per voti e oscar alla carriera)  e, oltre a Cirio assessore al turismo , Casoni, alle infrastrutture che nella conta delle preferenze pur essendosi classificato solo al quarto posto é promosso  assessore. Buttieri viene sistemato con la presidenza dell’ Agenzia Territoriale della Casa e Sassone viene consolato con la presidenza di Fingranda. Se dopo questo tourbillon conservate un barlume di lucidità vi verrà spontaneo domandarvi a cosa sono servite le tonnellate di depliants, santini, giornaletti  che hanno intasato per settimane la vostra cassetta per le lettere, le decine di appelli , inserzioni su quotidiani e periodici, i camper addobbati, i banchetti in piazza, costati centinaia di miglia di euri, ma soprattutto vi chiederete  a cosa serve e quanto conta ancora il vostro voto, consapevoli, a questo punto, che non siete voi a scegliere chi vi deve rappresentare , ma  gli intrallazzi ( li chiamano accordi )  tra i partiti.

                                                                                              A.M.Giaccardi

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