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I CATTOLICI IN POLITICA SONO ININFLUENTI

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Ieri contro il pericolo reazionario demo-giudo-plutocratico

Ieri contro il pericolo reazionario demo-giudo-plutocratico

Serve una nuova generazione di politici cattolici“  – parola di Papa Benedetto XVI.

Forse perché quelli che ci sono, chiosiamo noi, sono confusi, divisi e impotenti.

Archiviato il grande movimento della DC che ha governato per mezzo secolo l’Italia del dopoguerra, assecondando ed accompagnando passo passo i cambiamenti delle abitudini e dei costumi degli italiani senza mai contrastarli secondo il collaudato metodo della vaselina, il ruolo dei cattolici in politica appare oggi marginale ed ininfluente.

Per anni la chiesa post conciliare ha assunto una connotazione prevalentemente sociologica.

Pauperismo, accoglienza a tutti i costi e la confusione tra perdono ed impunità, hanno portato molti uomini di chiesa a equiparare Il “Vangelo” al “Capitale” nel solco di quel fenomeno noto come catto-comunismo, fenomeno che ha radici lontanissime in Tommaso Moro (Utopia 1516) e Tommaso Campanella (La città del sole 1623) e più recentemente, uno tra tutti, Franco Rodano, fondatore nel 1942 del Partito Cristiano Comunista, poi Movimento Cattolico Comunista e infine Partito della Sinistra Cristiana, confluito nel PCI nel 1945.

Questa impossibile coabitazione è stata mirabilmente sintetizzata nell’aforisma di Nicolás Gómez Dávila, filosofo colombiano: «Il dialogo tra comunisti e cattolici è diventato possibile da quando i comunisti falsificano Marx e i cattolici Cristo».

L’elezione a Papa di Joseph Ratzinger ha dato un deciso colpo di timone in direzione contraria alla deriva rossa della chiesa. (Per chi volesse approfondire: “ Il Gladio Rosso di Dio” di Antonio Landolfi, professore alla Luiss di Roma).

A tal proposito, è nostra ferma convinzione che anche il terremoto che ha colpito i parroci saviglianesi si possa inquadrare in tale cambio di direzione.

Rimpianto per i vecchi tempi

Rimpianto per i vecchi tempi

Oggi i cattolici in politica sono in grave difficoltà. Gli elettori del Lazio saranno “costretti” a votare Emma Bonino, la cui storia di divorzista, abortista, pro eutanasia e in difesa della liberalizzazione della droga è tutta in palese contrasto con la morale cattolica e questo solo perche rappresenta la sinistra, presuntivamente dalla parte dei più deboli.

Ciò che resta del cattolicesimo liberale è oggi rappresentato da Casini e Buttiglione anch’essi in forte soggezione dei due schieramenti.

E se la vecchia DC si barcamenava tra più “forni” pur di rimanere sempre in sella al governo del Paese, i due forni di Casini, per creare una alternativa di centro non fanno che cacciarlo sistematicamente all’opposizione: “Casini è uno che fa molte chiacchiere e pochi fatti, ma soprattutto fa pochi numeri» (Umberto Bossi)

Per tacere di Rosy Bindi e Dario Franceschini ; la prima schierata con Bersani, il secondo con la minoranza interna veltroniana.

La realtà è che oggi i politici dichiaratamente cattolici non hanno spazio, schiacciati dall’apparato post comunista che detta legge nel PD.

E a Savigliano la storia non è diversa.

Ricordiamo bene che alla fine del secondo mandato, Soave dichiarò: ”…al prossimo giro deve toccare ad un alleato di centro” il che puntualmente non è avvenuto.

Non solo , ma chi è più attento alle cronache politiche locali , avrà notato come i “cattolici” anche nel PD saviglianese appaiano sempre più marginali e subalterni alla macchina schiacciasassi ex comunista.

Soave è un artista del bastone e della carota ed ancora una volta li ha ben intortati, anche se alcuni non si sono più prestati al gioco ed hanno preferito lasciar perdere.

A.Giaccardi

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