Il Comune, che piange sempre miseria, si avventura in un’operazione finanziaria da 10 milioni di € e della durata di vent’anni coinvolgendo anche le future amministrazioni
La Giunta ha deciso di affidare, per il futuro, l’illuminazione comunale ad operatori esterni o come si dice in orribile burocratese il servizio di illuminazione verrà “esternalizzato”.
Finora l’illuminazione pubblica era stata gestita da comune ed ENEL Sole s.r.l. in centro storico e frazioni, il resto era gestito direttamente dal comune. Se per l’acqua pubblica i rossi si sono stracciate le vesti al grido :”L’acqua è di tutti” , non altrettanto per l’energia elettrica dove: “si ravvisa la necessità di attivare un processo di esternalizzazione del servizio di pubblica illuminazione”. Responsabile Unico del Procedimento il geom. PARLANTI Andrea.
Citiamo testualmente dalla delibera di Giunta : “sono stati pertanto, predisposti dall’Ufficio Lavori Pubblici, gli elaborati tecnici disciplinanti le modalità e condizioni finalizzate all’affidamento a terzi della gestione integrata del servizio di pubblica illuminazione, con realizzazione di interventi di efficienza energetica ed adeguamento normativo degli impianti, che prevede una spesa complessiva stimata da porre a base d’asta di €. 417.500,00 oltre I.V.A. al 20%, annui pari ad € 8.350.000,00 oltre IVA, per 20 anni di durata della convenzione, così come sotto specificati” per una spesa complessiva di €. 10.071.000,00 che impegnerà il comune per i prossimi 20 anni
C’è francamente di che essere preoccupati per una esposizione così forte e per un periodo così lungo, che impegnerà il comune e le amministrazioni a venire.
Francamente la cosa ci puzza assai. La cifra, secondo la civica amministrazione, dovrebbe essere recuperata, anno dopo anno, con i risparmi sulla bolletta.
Continuando infatti nella lettura della delibera : “..è opportuno prevedere un periodo di gestione sufficientemente lungo, quantificato in anni venti, per consentire che i benefici ottenibili dal risparmio energetico assumano un’entità tale da consentire il finanziamento degli interventi di riqualificazione energetica e di messa in sicurezza degli impianti”
Si tratta però di un calcolo virtuale. Arrivare a 10 milioni in 20 anni non sarà facile , e probabilmente non ci arriveremo mai.
A quel punto qualcuno i soldi dovrà tirarli fuori. Speriamo non debba sganciarli il Comune. Soave piange continuamente miseria, il che non gli impedisce di avventurarsi in un Risiko finanziario mica da poco; ma non basta.
Nel testo si ammette anche che :” da verifiche eseguite presso le centrali di committenza pubblica “S.C.R.Piemonte e Consip” non sono disponibili convenzioni attive che siano assimilabili in tutto, al servizio di gestione richiesto (soprattutto per la parte riguardante gli interventi sugli impianti) e nemmeno si presenta il caso in cui, scorporando alcuni servizi, sia possibile ottenere, almeno per alcuni di essi, condizioni economicamente più favorevoli rispetto alla situazione configurata.” e qui c’è una chiara ammissione del fatto che nessuno lo ha mai fatto prima.
Siamo dunque un comune cavia. La cosa ci appare spessa e, a naso, anche un po’ “unta”.
La minoranza, della cui esistenza ci permettiamo di dubitare, dovrebbe svegliarsi dal lungo letargo e seguire con attenzione gli sviluppi della faccenda.
Antonio Giaccardi