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INVASI DAI SUPERMARKET

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Invasi dai supermercati

Invasi dai supermercati

Chi scrive odia quei luoghi di umana massificazione che sono i supermercati ma se ne serve, come tutti, in caso di necessità.

Faccio 20 km per comprare il pane, altrettanti per formaggi e salumi e poco meno per la carne.

Sono fissato? Può darsi, ma quei kilometri in più valgono una qualità migliore e prodotti che non si trovano nei supermercati o in altri esercizi.

La protesta della Confcommercio sul proliferare della grande e media distribuzione è giusta, si è andati troppo oltre, ma ricordiamoci che il  Comune sta applicando le leggi che Stato e Regioni hanno varato, con anni di ritardo rispetto ad altri Paesi; la Francia ad esempio.

Fingere di voler fermare adesso la corsa ai supermercati è velleitario ed intellettualmente disonesto come appare chiaro dal rimpallo di responsabilità tra Casoni (Regione) e Soave (Comune) che dichiara (La Stampa del 02-109-2010) di non volere il gioco dello  scaricabarile ma che di fatto dimostra di essere , in tale esercizio, un giocatore consumato.

Ricorrere a mezzucci ostruzionistici per disincentivare l’insediamento della grande distribuzione sul territorio comunale come la richiesta di ingenti finanziamenti sotto forma di lavori di viabilità, una specie di tangente, è anche questo piuttosto squallido. Ogni comune dovrebbe poter decidere se e  quanti ipermercati insediare sul proprio territorio, e questo in base ai principi di sussidiarietà (fare in casa propria ciò che si è in grado di  fare, senza la tutela né della Regione né dello Stato) e di federalismo.

C’è una legge regionale sul commercio che oggi i comuni lamentano sia stata loro imposta, figlia di quel Decreto Legge ”Bersani” sul commercio del ’99 , lo stesso Bersani oggi a capo del PD. Dovevano svegliarsi allora , così come avrebbero dovuto svegliarsi per tempo e con convinzione a protestare le associazioni di categoria.

C’è una scritta su un essiccatoio in val Belbo : “ Le leggi siete voi: cambiatele!”. Se una legge non va si deve cambiarla. Piagnucolare chiedendo che non la si applichi, o cercare di aggirarla o boicottarla è oltre che inutile,  infantile. 

 A.M.Giaccardi

7 Risposte to “INVASI DAI SUPERMARKET”

  1. nicola scrive:

    Mi stupisco come un sito che richiami il nome della mia città possa schierarsi in modo così estremo e di parte verso una categoria come il commercio saviglianese che si contraddistingue in provincia come la “cenerentola”dell’offerta commerciale tanto che sono ormai decenni che i saviglianesi si sono abituati a migrare verso le città vicine.Mi pongo quindi una domanda:non sarà che tali opinioni siano dettate semplicemente da mero interesse di parte politico?Esprimere le proprie opinioni è un diritto di tutti ma chi si professa giornalista, o presunto tale,è bene che dichiari pubblicamente la propria appartenenza politica e la esprima in contenitori mediatici che non utilizzino il nome di una intera città ma siano immagine di ciò in cui uno crede.
    Insomma il sig. Giaccardi ,a mio parere,mascherandosi dietro una intera comunità di cittadini,cerca forse di commentare fatti sui quali ha una precisa espressione politica e, dichiarandola farebbe ,forse,vera informazione.

  2. ViVi Savigliano Staff scrive:

    Mi permetto di intervenire come titolare del sito, senza entrare in merito alle questioni politiche….

    Il sito è un portale rivolto ai cittadini Saviglianesi, a Savigliano e a turisti e visitatori della città.

    Gli interventi del Dott. Giaccardi, che collabora con il portale sono ovviamente una sua opinione sui fatti, ma più e più volte abbiamo invitato tutti (destra o sinistria che siano) a mandarci articoli e opinioni in merito senza ricevere molto successo (se non alcuni interventi subito pubblicati con piacere).

    Il nostro interesse è quello di diventare uan sorta di “terza piazza” di Savigliano, un libero punto di discussione dove ognuno firmandosi e qualificandosi può esprimere le sue idee sulle tematiche cittadine, per questo anche i commenti agli articoli sono liberi e aperti a tutti senza necessità di registrazione.

    Rimaniamo a disposizione per ulteriori informazioni in merito al portale.

    E invitiamo ancora una volta tutti quelli che volessero scrivere o collaborare con il portale di contattarci all’indirizzo info@vivisavilgiano.it

  3. Antonio Giaccardi scrive:

    “Esprimere le proprie opinioni è un diritto di tutti.” Dice bene Sig. Nicola tant’è che lei lo fa liberamente , ma pretendere che il sottoscritto “… dichiari pubblicamente la propria appartenenza politica..” per il solo fatto che il portale contiene il nome di Savigliano mi pare una richiesta da regime marxista-leninista di Pyongyang (Corea del nord): è lì che vige la pubblica autocritica , non ancora a Savigliano. Ho riletto il pezzo non trovandovi né offese né insulti , ma solo il mio punto di vista. Se ritiene che , nello scriverlo, abbia compiuto un atto di lesa maestà nei confronti di Savigliano e dei saviglianesi integralisti , me ne dolgo, ma dal momento che ,come lei dice, per i loro acquisti “…sono ormai decenni che i saviglianesi si sono abituati a migrare verso le città vicine..”, un motivo ci sarà pure .… o non lo si può dire? E se ciò accade non è certo per colpa mia.
    A.M.Giaccardi

  4. nicola scrive:

    Spet.le sig .Giaccardi,
    Capire quale sia la sua appartenenza politica è un argomento marginale e mi sembra chiara la sua impronta “post-fascio-franchista” però il tema è un altro e,anche se non sarà certo colpa sua se i saviglianesi migrano altrove per gli acquisti,non vedo sicuramente nelle sue parole alcun cenno di motivazione plausibile.Affermare che la colpa è della politica quando tutti,da destra a sinistra hanno cavalcato negli ultimi 15 anni un modello economico decisamente liberal-concessivo non mi esime dall’affermare che il giudizio lo hanno dato in tutti questi anni i cittadini, bocciando un modello di sviluppo del commercio poco imprenditoriale ed innovativo a favore di un esempio alternativo più concorrenziale,moderno ed attento ai bisogni dei consumatori(vedi Leclerc o negozi Saluzzo).
    Questo è il tema centrale che nessuno vuole affrontare e, difendere una piccola “casta” che giustifica il proprio insuccesso professionale scaricandolo sugli altri credo non ne valga la pena;piuttosto di appoggiare una parte politica che,come lei,porge il fianco pur di criticare una amministrazione comunale impotente a fronteggiare una crisi che ormai pare sempre più strutturale,tale categoria dovrebbe ,a mio avviso,entrare sinergicamente sl mercato ed imparare a fare vero marketing,tutto il resto è solo becera propaganda politica.
    La prego di accettare le mie scuse per aver confuso la sua persona come il gestore del portale e auspico continuare ad esprimere liberamente il proprio pensiero abbasando reciprocamente i toni,nel rispetto reciproco.

  5. Antonio Giaccardi scrive:

    Gent. Sig. Nicola,
    grazie per prendere parte al dibattito sul supermarket di via Torino e in generale sul commercio a Savigliano. Ricondurre le colpe per il commercio saviglianese al modello mondiale di globalizzazione non mi sembra corretto. Il problema è locale e risale alla stesura del piano per il commercio come imposto dal decreto legislativo n. 114/98 , il cosiddetto decreto Bersani sulla liberalizzazione del commercio (chi scrive era presente di persona). Il Piano Commerciale aveva il compito di individuare le zone dove insediare le varie tipologie di commercio. Zone con le caratteristiche per ospitare le grandi strutture di vendita (siglate “L3”) l’Amministrazione non ne individuò , ma molte furono le zone ritenute idonee ad insediare le medie strutture di vendita (fino a 2.500 mq.) (siglate “L2”). Il piano per il commercio fu inviato in Regione per l’approvazione. Una volta approvato, le zone destinate agli insediamenti commerciali entrarono obbligatoriamente a far parte integrante del piano regolatore della città e da quel momento qualunque operatore avesse voluto insediarsi nei luoghi e con le tipologie commerciali consentite avrebbe avuto diritto a farlo. Per la cronaca, la stesura del piano del commercio fu affidata alla ditta SOTRECO snc, di Bertolotto & C di Torino , essendo assessore al commercio L’Avv. Enzo Gullino, all’urbanistica Lorenzo Morello e responsabile del procedimento amministrativo il funzionario comunale Geom. Marco Odasso comandante dei vigili urbani. Sindaco, se non erro, Sergio Soave. Perché furono previste tante aree per la media distribuzione? Per il semplice motivo che il Comune avrebbe potuto incassare più oneri di urbanizzazione e costi di costruzione, danaro fresco assai utile per un comune dal bilancio “ristretto”. Alla luce dei numerosi insediamenti commerciali di media distribuzione che si sono succeduti negli anni a Savigliano, risulta del tutto evidente che la scelta di allora dell’amministrazione, che ha condotto alla situazione attuale, è stata sbagliata. Con una frase gergale potremmo dire che la Giunta di allora “ ha inciuccato le quote”.
    La protesta odierna è , a parer mio, fuori luogo . Bisognava pensarci in fase di programmazione , cioè quando è stato fatto il piano per il commercio. Anche l’esosa cifra – si parla di più di quattro milioni di euro- in opere pubbliche, richiesta dal Comune a chi volesse installarsi in via Torino per fargliene passare la voglia, suonerebbero come una specie di sopratassa (ma la si potrebbe chiamare in modo assai più esplicito e sgradevole …).
    Nulla poi è più lontano da me che “… difendere una piccola “casta” che giustifica il proprio insuccesso professionale scaricandolo sugli altri…” : sono totalmente d’accordo con lei. Tuttavia , chi governa deve assumersi le proprie responsabilità , e dal momento che non è infallibile ( neppure Sergio Soave lo é) farsi carico dei propri errori quando ne commette. Questi sono i fatti, gentile sig. Nicola, tutto il resto è propaganda di bassa lega
    Saluti sinceri
    A.M.Giaccardi

  6. nicola scrive:

    A mio parere la risposta di Soave di questa settimana apparsa sui settimanali locali è decisamente più corretta ed obiettiva;la cronologia descritta è attendibile e facilmente verificabile anche attraverso internet per cui le consiglio di spulciarla,d’altronde lo ha affermato anche lei,che neanche Soave è infallibile,gli atti politici invece hanno la proprietà di rimanere e di ripercuotersi sui cittadini:Personalmente ho l’abitudine di prender ogni cosa con spirito critico partendo proprio dai miei convincimenti,forse in questo caso,la sua teoria necessita di un ulteriore approfondimento perchè nessuno è infallibile e gli errori ,quando si commettono,in qualche modo bisogna farsene carico.
    Con rinnovata stima
    P.S
    A proposito,lei afferma che sono già stati fatti diversi interventi commerciali di media superficie in questi anni ma a me ne risultano solo due in quanto gli altri sono inferiori a 2500 mq.Se sono tanti allora Genola cosa deve dire,e mondovi?

  7. Antonio Giaccardi scrive:

    Gent Sig. Nicola,
    ancora grazie per la sua partecipazione.La risposta di Soave l’ho spulciata
    . Al tempo ero in amministrazione perciò conosco perfettamente i fatti. La
    mia risposta a Soave potrà leggerla sui giornali locali, mercoledì prossimo
    perché il web-master che si occupa del sito ViVi Savigliano si é sposato ed
    é attualmente in viaggio di nozze. Si tratta naturalmente del mio punto di
    vista ma parlo per conoscenza diretta. Mi auguro che le mie argomentazioni ,
    anche se non riusciranno a convincerla, siano almeno considerate degne della
    sua attenzione
    Cordiali saluti
    A.M.Giaccardi

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