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L’ORACOLO HA PARLATO a Mirabello senza dire nulla di nuovo

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A Mirabello l'oracolo Fini ha parlato senza dire niente di nuovo
A Mirabello l’oracolo Fini ha parlato senza dire niente di nuovo

Per più di un mese, la politica italiana ha atteso che  “l’oracolo”  parlasse e finalmente Fini ha parlato,  per 1 ora e 20 minuti , domenica 5 Settembre a Mirabello, senza nulla aggiungere a quanto già si sapeva.

Non ha, per ora, annunciato la fondazione del suo nuovo partito, ma è chiaro che lì si dovrà arrivare . Gabbato come un pollo dal Cavaliere che gli ha tolto un partito dandogli in cambio una poltrona, prestigiosa fin che si vuole ma pur sempre  una poltrona e per giunta  “a termine”, Fini non ha saputo resistere alla sua smodata ambizione , ha arraffato la terza carica dello Stato senza pensarci su, fintanto che, a mente fredda, ha realizzato di aver fatto un pessimo affare.

Macché co-fondatore del PDL, l’unico fondatore è stato Berlusconi, dal predellino in Piazza San Babila, la qual cosa è sempre stata nel gozzo al Presidente della Camera, che ha giurato di fargliela pagare , cosa che sta facendo da circa un anno. Peccato, perché una maggioranza tanto solida in Parlamento non s’era mai vista ed il quinquennio di governo del centro destra avrebbe potuto essere una sorta di età dell’oro per l’ Italia.

Se si aggiunge poi l’inconsistenza dell’opposizione, la legislatura sarebbe potuta filare liscia come l‘olio.  Ma conquistare il potere per fare i propri affari, non ha mai portato bene, ed è proprio qui che a nostro parere è stato il limite del Premier: pensare a se stesso prima che al  Paese.

Ha  dimostrato di non avere sensibilità, tatto, lungimiranza e prudenza, non è riuscito a tenere insieme la sua maggioranza, in una parola ha dimostrato scarsa attitudine politica. Non stupisce che gli ex colonnelli di AN siano diventati i suoi più convinti sostenitori: tanti onori non li avevano mai avuti né mai più li avranno.

Nessuno fra loro ha la stoffa del comandante, non per nulla si sono fermati al grado di colonnello, pertanto non possono aspirare a nulla di più elevato che alle briciole del  ricco Epulone . Sull’altro fronte non vediamo figure capaci di imporsi sulla scena politica. Un’armata , tutt’altro che invincibile, con un PD che non ammette intrusioni intelligenti come quella di Chiamparino che mettano in discussioni il ruolo dei controllori storici ed un po’ sclerotici del partito.

I Bersani, i Fassino, la Bindi e la Turco, sono da anni sulla scena politica del Paese e sono anni che non hanno nulla da dire se non gridare il loro odio per Berlusconi.

C’è poi chi accarezza il sogno di un terzo polo, ma sarebbe meglio chiamarlo terzo incomodo. Casini, Rutelli ed ora anche Fini, che hanno l’unico scopo di salvarsi le chiappe per poter continuare a pestare acqua nel mortaio della politica italiana . Non hanno infatti  mai dimostrato di saper fare qualcos’altro nella vita. In mezzo c’è Di Pietro, il questurino d’Italia, il giustizialista dalla coscienza adamantina ma che qualche grattacapo pure lui l’ha avuto, sulla questione dei rimborsi elettorali.

Bossi e la Lega fanno capitolo a sé. La loro “mission” è chiara da sempre: liberare il Nord, dove si crea il 75% della ricchezza nazionale e dove questa ricchezza ritorna in minima parte , dal giogo pesante di chi queste risorse succhia senza apprezzabili risultati da 50 anni  e da quei politici che difendono tale situazione facendo del sud il loro pascolo elettorale, e Fini è tra questi.

Non sappiamo cosa ci riservi il futuro,è certo però che Berlusconi ci pareva l’unico che per frequentazioni  internazionali ( sissignori , anche con Gheddafi, se anche i “rossi”  non vogliono battere i denti al freddo dell’inverno), e possibilità economiche  avrebbe potuto dare una scossa all’Italia. Gli è mancata la statura , quella politica intendo.

A.M.Giaccardi      

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