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LEGA NORD DA PONTIDA A SAVIGLIANO

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L’han giurato li ho visti in Pontida
convenuti dal monte e dal piano.
L’han giurato e si strinser la mano
cittadini di venti città
Oh spettacol di gioia! I Lombardi
son concordi, serrati a una Lega.

(Giovanni Berchet: Il giuramento di Pontida)

Ingenua nella spartizione del potere , maestra nel parlare al cuore della gente

Erano delusi i leghisti di Savigliano , quando a Guido Ghione , nei secoli fedele al carroccio , è stato riconosciuto il ruolo di  semplice consigliere in Tecnogranda, la cui presidenza è andata ad Emiliano Cardia già presidente del Parco del Po, in quota  P.d.L.,  che ha fatto razzia di posti di sottogoverno per i suoi uomini. La cosa è stata rimarcata dai cronisti locali con un  pizzico di  sadico compiacimento. Un bon bon da ciucciare per lo storico capo leghista locale dopo l’exploit alle regionali con il 26%?

La questione non è così semplice da dipanare e riguarda molti aspetti tra cui  la sua carriera di manager nell’azienda privata in cui lavora che non consente interferenze politiche né interruzioni. Ma non è questa la sede per discuterne.

Abbiamo soprasseduto a commentare le questioni della Lega locale nell’imminenza dell’incontro di Pontida perché volevamo ascoltare cosa aveva da dire Umberto Bossi. Folla enorme come da anni non si vedeva, poi Bossi . Un discorso nel suo stile chiaro , diretto , dal linguaggio comprensibile a tutti, condito con modi di dire popolari ed incisivi, talora sboccati che tante volte gli sono valsi l’epiteto di buzzurro della politica dai fighetti benpensanti e salottieri romani .

Se si eccettuano brevi interventi di Calderoli e Maroni il palcoscenico di Pontida è stato tutto per lui ed Umberto non ha deluso.

Il Capo non è apparso per nulla contaminato dal periodo romano ed è andato giù duro su tutti gli argomenti che stanno a cuore alla gente del nord. Ha iniziato col ringraziare i militanti, accorsi numerosi ed il suo primo affondo è stato proprio per i giornalisti da lui definiti «lecchini di Roma padrona» e rivolgendosi alla folla accorsa sul sacro prato :« …e questa è la risposta ai «coglioni di giornalisti che scrivono che la Lega è in rotta … romperemo voi…».

Occorre abbassare la pressione fiscale, ha proseguito,  giunta a limiti intollerabili e per farlo bisogna trovare i soldi : via dalla Libia che non è missione di pace ma è guerra in piena regola, per risparmiare denaro (ci è costata fino ad ora all’incirca un miliardo di €uro ), e bloccare l’arrivo di clandestini, aumentati  a dismisura dall’inizio dei bombardamenti: «… caro Giulio , se vuoi avere ancora i voti della Lega , ricordati che non puoi più toccare i comuni , gli artigiani e le piccole /medie imprese …».

Quote latte. Argomento caro agli agricoltori su cui l’informazione “venduta” ha raccontato un sacco di balle perché ci vogliono far bere   latte straniero mentre la gente vuol mangiare “padano” e non escherichia coli tedesco, ma soprattutto la riforma fiscale ed un fisco più “umano” che non metta le ganasce ad auto ,  stalle e trattori e che tratti i contribuenti, gente che lavora,  anche quelli in ritardo nei pagamenti, da cittadini e non da schiavi su cui infierire  senza pietà (altro messaggio a Tremonti , chiaro e forte). Infine i ministeri .

E’ necessario portare alcuni ministeri al Nord: Economia con sede a Milano , Sviluppo Economico a Torino, Agricoltura a Mantova: Calderoli ha detto una cosa giusta ha proseguito Bossi: « bisogna portare via la testa». Secondo il leader leghista: «… che senso ha il ministero del Lavoro a Roma? va spostato la dove si respira la cultura del lavoro, a Milano. A Roma si respira solo burocrazia …» . Infine i rapporti col PdL: « non è detto sia Berlusconi il prossimo candidato premier , ma ha anche aggiunto che il momento non è propizio per nuove elezioni. L’impressione dopo Pontida 2011 è che la Lega, che i soliti gufi davano per morta o almeno moribonda, sia ben viva e vivace, perché resta  l’unico partito che riesce a parlare chiaro al cuore della gente con ideali da condividere e traguardi da raggiungere anche se difficili, perché non si ottengono «schiacciando un bottone».

Al grido di “secessione, secessione” Bossi ha concluso il suo discorso con un sibillino : «se è la secessione che volete, allora preparatevi». Se il P.d.L.  è imbattibile ad accaparrarsi i posti , la Lega punta ad accaparrarsi la fiducia della gente del Nord e non solo. C’erano una volta la Balena bianca ed il P.S.I. , maestri nello spartirsi i posti di governo e sottogoverno, sappiamo tutti che fine hanno fatto.  Chi ha ragione lo sapremo solo vivendo. Tornando ai leghisti di casa nostra Ghione è stato di incrollabile fede leghista anche in circostanze difficili, come quando vi fu l’espulsione di Comino e i cuneesi vennero presi a botte (Congresso federale di Varese 1999) e non ebbe mai tentennamenti neppure quando la Lega fu al minimo storico, meno del 4%, come alle politiche del 2001. L’unico consiglio che ci permettiamo amichevolmente di dargli è di non pensare alla Lega di Savigliano  come ad una “cosa sua”. Dia nuova linfa al movimento , faccia crescere le nuove leve , apra al dibattito e alla discussione politica , solo così le sue idee, cui è fedele da anni , potranno sopravvivergli, anzi diffondersi. A tutti coloro  che si affacciano alla Lega una raccomandazione: al di là delle beghe interne  e degli inevitabili mugugni, abbiano sempre ben chiare le parole di Gianfranco Miglio : “Chi vuole governare riconosca il Nord”.

Antonio Maria Giaccardi

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