
Lega Porge l'altra guancia
C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole delle Alpi. Qualcosa che crea tensioni tra la base incazzata, la Lega di lotta e i vertici istituzionali e i ministri, la Lega di governo, apparsi di questi tempi fin troppo cauti e remissivi.
Bossi ha ordinato di mantenere un profilo basso , quasi dimesso ed ha imposto agli amministratori locali di solennizzare il 17 Marzo , la festa dell’unità d’Italia , magari lavorando , ma non entrando in conflitto con le massime cariche istituzionali del Paese.
Perché dunque tanta mitezza, tanta acquiescenza da parte di chi in passato non ebbe scrupolo di mandare a quel paese chicchessia senza troppi complimenti?
Sarà forse per portare a casa , ammesso che ci riesca, almeno quel simulacro di federalismo municipale che la Lega di lotta di un tempo avrebbe sdegnosamente rifiutato.
Il prezzo da pagare sarà l’appoggio al premier sulla riforma della giustizia: c’é da chiedersi se ne valga veramente la pena.
La Lega ormai compie ventidue anni, essendo nata il 22 novembre 1989, e francamente il suo bilancio per il Nord é tutt’altro che positivo.
Chiedere voti senza mai portare a casa risultati non lo si può fare in eterno, e già si odono i primi scricchiolii tra l’elettorato nordista.
C’é dunque un certo nervosismo in giro e sarà forse per questo che Calderoli negli ultimi giorni é entrato in conflitto col Capo almeno in un paio di occasioni.
Genuini dissapori o gioco delle parti per tenere a bada i duri e puri della base?
Noi propendiamo per la seconda ipotesi. Gli ordini di via Bellerio devono essere giunti anche a Cuneo.
Agli osservatori più attenti non sarà sfuggito l’attacco alla riforma Cota portato senza tanti complimenti da Enrico Costa, coordinatore provinciale del PDL e figlio del grande “Vecchio” Raffaele.
Profondamente irritato dai manifesti che ringraziano Cota per la riforma sanitaria, Costa Jr. puntualizza la posizione sua e del suo partito dalle colonne de “La Stampa” di Domenica 13 Febbraio, affermando, con tono piccato, che ” …é presto per ringraziare” e che prima: “…bisogna valutare le ricadute concrete sulla «Granda»” ed ipotizza un nuovo percorso che: “…ci porterà a proporre modifiche agli indirizzi espressi dalla Giunta (regionale), in modo responsabile.”
Non sono mai stati idilliaci i rapporti tra Lega Nord e PDL nella “Granda” e si sono ulteriormente guastati da quando il carroccio ha superato i berluscones divenendo il primo partito della provincia e Cota é stato eletto governatore del Piemonte.
E mentre si moltiplicano le serate a cura del PD per demolire la riforma sanitaria regionale, la Lega sopporta stoicamente gli schiaffoni che le vengono appioppati da destra e da sinistra senza reagire, anzi porgendo cristianamente l’altra guancia.
Alberto da Giussano ha ormai la faccia gonfia di sberle e dal momento che la sopportazione non s’addice alla Lega , la cosa un po’ ci sorprende.
A.M.Giaccardi
Non è mia abitudine entrare in casa d’altri se non tirato in contenziosi dialettici e/o confronti cercati e ricercati. Quello che rilevo però è che già altre volte l’amico Giaccardi ha tentato di sollevare reazioni “padane” senza ottenere alcun riscontro epistolare e nessuna replica dal gruppo della Lega Nord di Savigliano. Vige forse il silenzio istituzionale di partito? L’analisi però espressa da Antonio ritengo sia corretta. La Lega, da partito secessionista, ha cercato in ogni modo di sostenere il federalismo scendendo a non pochi compromessi “romani”, mutando radicalmente il proprio Dna pur di raggiungere un obiettivo (dal mio punto di vista) in parte condivisibile, ma molto stemperato rispetto alle intenzioni storiche dei leader Miglio e Bossi. Vorrei sapere come hanno fatto a sostenere il risanamento del Comune di Catania in deficit per 140 milioni di euro! Ricordo molto bene quando i Democratici di Sinistra (Ds) consideravano la Lega “Costola popolare della sinistra”. L’amico Ghione è stato in passato addirittura assessore nella giunta di centrosinistra con il già sindaco Soave. Seduto quindi sugli scranni dell’esecutivo rosso con tanto di fazzoletto verde nel taschino della giacca. Per la verità l’idillio padano/mancino è durato poco e…lo capisco. Ora, quello che ho già più volte sostenuto è che mi sarebbe piaciuto vedere Guido Ghione a palazzo Lascaris a Torino come uno dei tre referenti in regione per la città di Savigliano. Cota però sembra abbia detto (per ora) di no! Non posso quindi rilevare che l’unico saviglianese di riferimento è il consigliere regionale Francesco Toselli del Pdl e il saviglianese d’origine, il consigliere regionale Tullio Ponso dell’Italia dei Valori. In attesa di nuovi eventi, a loro, almeno per appartenenza territoriale, possiamo rivolgerci per le nostre istanze senza passare sempre…”per tramite di”.
Fulvio D’Alessandro