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“Nido” comunale : discriminazione tra lavoratori autonomi , dipendenti e parasubordinati

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Per un lavoratore autonomo con un reddito annuo ISEE – Indicatore di Stato Economico Equivalente noto anche come “riccometro”, di 11.400 € o più, la retta mensile per mandare il proprio bambino all’asilo nido comunale Peter Pan è di 575,00 mentre ad un lavoratore dipendente per pagare la stessa retta si richiede che guadagni oltre i 19.000 €.

Ci domandiamo il perché di questa disparità di trattamento.

Nel primo caso, supponendo in una dichiarazione non mendace, alla famiglia di un povero lavoratore autonomo che percepisse 11.400 € all’anno, equivalenti ad un introito mensile di 950 €,  se  sottraiamo i 575 € della retta, del “Nido” rimarrebbero 375 € mensili per campare: impossibile.

Un po’ meglio andrebbe alla famiglia di un lavoratore dipendente con un reddito ISEE di 19.000 € l’anno , pari a 1583 € al mese , al quale, sottratti i 575 € della retta , resterebbero ancora poco più di 1.000 € mensili con cui sopravvivere : difficile , ma non impossibile. Non vogliamo di certo fare un processo alle intenzioni, ma ci siamo interrogati su questo evidente squilibrio.

O si parte dal presupposto che le dichiarazioni dei lavoratori autonomi siano truffaldine per principio e che ad un reddito dichiarato corrisponda un introito ben maggiore  o non ci facciamo una ragione di questa “punizione” preventiva da parte del Comune nei confronti dei lavoratori autonomi. Attendiamo ansiosamente spiegazioni.

Per maggior chiarezza si possono consultare e paragonare le tabelle di Savigliano (Tabella di Savigliano) e di Torino (Tabella di Torino)

Antonio M. Giaccardi

(1) CHI SONO I LAVORATORI PARASUBORDINATI?
Il lavoro parasubordinato è una via intermedia tra il lavoro subordinato (dipendente) e il lavoro autonomo.

Rientrano in questa fattispecie i contratti di collaborazione a progetto (e le co.co.co.), le collaborazioni occasionali e le associazioni in partecipazione.

2 Risposte to ““Nido” comunale : discriminazione tra lavoratori autonomi , dipendenti e parasubordinati”

  1. Maria Teresa Marangoni scrive:

    Gentile Sig. Giaccardi,

    la mia famiglia ed io ci troviamo nella situazione da lei descritta: il nostro Comune, Vicenza, ha decretato che essendo uno dei due un lavoratore autonomo, automaticamente si parte da un tot fisso per calcolare la retta; inutile dire che la nostra ISEE risulta inferiore. La cosa che fa più rabbia è che L’ISEE risulta da dichiarazione dei redditi scrupolosamente veritiera! In quanto ‘autonomi’, si viene automaticamente considerati evasori!

    Che Lei sappia, esiste un modo per citare in giudizio il Comune, per palese discriminazione nei confronti di famiglie con lavoratori autonomi? E per violazione del principio secondo il quale si è innocenti finchè non viene provato il contrario?

    Le saremmo veramente grati se ci potesse fornire informazioni in proposito…

    Cordialmente,

    Maria Teresa Marangoni

  2. Antonio Giaccardi scrive:

    Gentile Signora,
    solo oggi vedo il suo commento e mi scuso veramente di aver lasciato trascorrere molto tempo.IL mio interesse per il problema “Nidi” deriva esclusivamente dal mio mestiere: sono pediatra.Non sono quindi un giurista. Potrebbe comunque rivolgersi , per assistenza legale, ad un’associazione di consumatori.
    La saluto cordialmente.
    AntonioGiaccardi

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