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OSCILLAZIONI SESSUALI E SPOT ISTITUZIONALI

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Trans: in eterna oscillazione tra maschile e femminile

Trans: in eterna oscillazione tra maschile e femminile

Sono settimane ormai che l’apertura di tiggì e quotidiani si fa con i trans. “Brenda”, pace all’anima sua, soffia la scena a Obama e al Papa.

Non c’è che dire: dopo Sircana, Lapo e Marrazzo Il transgender “tira”. Coccolati da stampa e TV, gli anchor-men se li contendono per esibirli nei loro salotti. Ciò che per i beceri come me, frutto ormai bacato di un’educazione repressiva e bigotta, era devianza e comunque merce da non sciorinare in piazza oggi é titolo di merito da esibire sfrontatamente. 

Personalmente i transgender, lo confesso, mi creano disagio e mi fanno anche un po’ pena, in perenne oscillazione tra quel che sono e quel che vorrebbero essere. Inequivocabilmente maschi e non solo per peli, o voce baritonale, ma per qualcosa di biologicamente inconfutabile (pene a parte): il sesso genetico. Sono XY, dunque irrimediabilmente maschi.

Altra battaglia di civiltà istituzionalizzata è la lotta all’omofobia. Così è nata la campagna propagandistica da due milioni di euro del ministro Carfagna, spot che sospettiamo preparatorio a ripresentare in Parlamento una legge contro l’omofobia con lo scopo di “sdoganare” gay, lesbiche e trans, per attribuire loro dei diritti come categorie e non come persone eguali alle altre. E’ uno dei principali presupposti perché possano ottenere il diritto di “fare una famiglia”, di adottare bambini.

Non mi sognerei mai di alzare un dito o anche solo la voce nei confronti di un omosessuale, ma le loro effusioni pubbliche o gli sguaiati spettacoli di cosiddetto orgoglio gay cui siamo costretti ad assistere, complice la TV di Stato, mi danno fastidio. Anche io come tutti, ho una mia sensibilità che mi piacerebbe venisse rispettata al pari di quella degli omosessuali.

Ma con la nuova legge contro l’omofobia le aggressioni contro gli omosessuali e i transessuali, le ingiurie o il disprezzo per questa condizione di diversità, c’entrano veramente poco. Sono atti criminali da perseguire penalmente perché offensivi dei diritti di una persona, indipendentemente dal fatto di essere etero, omo o transessuale.

Lo spot della Carfagna si conclude con la frase ”Rifiuta l’omofobia, non essere tu quello diverso”.
Rivendico con forza il mio diritto di essere diverso! Esattamente come fanno gay, lesbiche e trans.

Ario Giaccardi

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