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PACIFISTI O PACIFINTI ?

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“Where have all the flowers gone,
long time passing?…”

PACIFISTI O PACIFINTI ?

PACIFISTI O PACIFINTI ?

“dove sono finiti tutti I nostri fiori?” cantava Joan Baez sulle note della più celebre canzone contro la guerra di ogni tempo , scritta da Pete Seeger folk singer USA negli anni ’60, mentre infuriava la guerra in Vietnam.

Ci viene naturale porci oggi la stessa domanda: dove sono andate a finire le bandiere arcobaleno che i pacifisti o sedicenti tali sciorinavano da finestre e balconi.

Tutti pazzi per la pace: dagli avanguardisti della Chiesa ai comunisti, non si perdeva occasione per esibirle.

Ricordiamo due bandiere arcobaleno sulla facciata del Comune , Soave sindaco , in barba ad ogni regolamento in materia. Forse i pacifinti di sinistra non sono al corrente del fatto che in Libia c’è la guerra, e che stanno morendo soldati, civili, donne e bambini…

Non vorrei mai nemmeno pensare che possano fare distinzioni tra le guerre e tra le vittime. Non oso neppure credere che essi possano pensare che alcuni morti meritano le loro bandiere alla finestra e altri no.

Ma forse, se una guerra la inizia Bush contro un dittatore con armi chimiche bisogna protestare, se invece la inizia Obama contro un dittatore strapieno di petrolio si chiude un occhio..

Questa guerra sarà un disastro anche per l’economia italiana, lo stesso Governo non la voleva, ma dopo il vertice NATO non ha più potuto tirarsi indietro, soprattutto dopo la benedizione del Presidente Napolitano

Oggi non possiamo neppure più nasconderci dietro al dito di una partecipazione solo logistica. Oggi i nostri aerei bombardano a lanciano missili. La situazione è disastrosa.

Per quanto riguarda i pacifisti, che  con una bella giravolta  sono diventati guerrafondai, vorrei dire che l’unica  differenza tra Bush e Obama non è nel colore della pelle, l’unica differenza che mi salta all’occhio è che Obama è Nobel per la Pace.

Congratulations Mr. President.

A.M.Giaccardi

Una risposta to “PACIFISTI O PACIFINTI ?”

  1. Fulvio D'Alessandro scrive:

    Sono assolutamente d’accordo. La nostra storia è pregna di contraddizioni vistose. Salandra e Sonnino nella Prima guerra mondiale, Badoglio e il “badagu” di Vittorio Emanuele nella Seconda guerra mondiale e potrei continuare. Ho riso di gusto quando, alcuni anni fa, Berlusconi si lamentava di non essere stato invitato dai francesi in occasione dei 60 anni dallo sbarco in Normandia (il D-Day del 6 giugno 1944). Abbiamo dovuto leggere il libri di Politanò e Pansa per sostenere (finalmente) che la blasonata Resistenza italiana ha espresso pagine sicuramente nobili, ma anche tante nefandezze. E cosa dire del sostegno entusiastico di quasi tutti gli italiani al fascismo salvo poi diventare, solo il 25 aprile 1945, tutti partigiani? Quanti buffoni, oggi intellettuali attempati di sinistra, hanno indossato la camicia nera? L’elenco è lungo. Comunque, senza gli americani, gli inglesi, i polacchi noi non potremmo oggi scrivere liberamente le nostre opinioni sui giornali o in questo forum. Altro che Resistenza! Bene…ho sempre diffidato delle bandiere multicolor dei pacifisti da salotto. Pronti questi a scendere in piazza solo per convenienza politica. Sempre pronti a spiegarci il bene assoluto naturalmente a sinistra e il male perverso naturalmente a destra. Sorrido divertito perché i pacifisti oggi sono i padani in camicia verde. Non perché siano contro la guerra, ma solo perché si preoccupano delle conseguenze di una massa di disperati che sicuramente cercherà di approdare sulle nostre coste. In compenso nessuna bandiera della pace appesa ai balconi cittadini. Nessuna scolaresca sollecitata da insegnanti “mancini”. La farsa è sostenere che non stiamo bombardando con i nostri Tornado la Libia, ma la farsa è anche dimenticarsi le proprie convinzioni solo perché, come in Kosovo, la sinistra si trova ad appoggiare, senza se e senza ma, una guerra che produce morti. Io ho sempre sostenuto che le armi sono l’ultima ratio, ma storicamente sono risultate necessarie per combattere contro dittatori e dittature. Solo il Mahatma Ghandi ha dimostrato coerenza assoluta e nella sua bandiera spiccava l’arcolaio simbolo dell’indipendenza economica dalla dittatura coloniale inglese. Il suo vestito simbolo era il bianco e non i colori dell’arcobaleno.
    Cordiali saluti.
    Fulvio D’Alessandro

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