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REFERENDUM ACQUATICO: UNA VITTORIA DI PIRRO

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“Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua”

Epitaffio sulla tomba di John Keats

(Londra, 31 ottobre 1795 – Roma, 23 febbraio 1821)

poeta inglese, uno dei principali esponenti del romanticismo.

(n.d.r. Non è specificato se su acqua pubblica o privata)

A poco più di un mese dal referendum populista-collettivista sull’acqua pubblica, Alpi Acque mette le mani avanti : ci sarà l’aumento in bolletta.

Come già avvenuto nella rossa Bologna e dintorni con HERA che ha aumentato le tariffe acqua del 3,5 per cento per compensare il ridotto (al 5 per cento) recupero del costo degli investimenti idrici dopo l’esito referendario, anche anche nella rossa Savigliano il risultato immediato post referendum sarà un aumento delle tariffe del servizio idrico.

I paladini dell’acqua “bene comune” sono serviti e constatano amaramente lo scarto drammatico (in Italia, soprattutto tragicomico) che di solito esiste tra le fiabe referendarie e la realtà e sono costretti a trangugiare il tradimento della volontà del “popolo sovrano”.

D’altronde il comportamento ambiguo in materia acquatica del PD era già stato ampiamente segnalato ; come possono i comuni di qualsiasi colore rinunciare alla distribuzione dei dividendi delle aziende multiservizi di cui sono azionisti?

Il comune di Savigliano partecipa con il 5% al capitale in  Alpi acque S.p.A. , società del gruppo EGEA per il servizio idrico. Ma altri sono i giganti del servizio idrico integrato : Enia ad esempio,  l’azienda, che vanta tra i soci i comuni di Torino, Genova, Parma e Reggio Emilia, oltre a un folto gruppo di piccoli comuni delle province di Reggio, Parma e Piacenza, ha guadagnato, nell’esercizio 2010, 178 milioni, un centinaio dei quali torneranno agli azionisti.

Nel dettaglio nelle casse degli enti pubblici andranno complessivamente 52,6 milioni, ben 30 dei quali ai comuni di Torino e Genova. Il resto è per Intesa San Paolo (3 milioni) e Fondazione Cassa Risparmio di Torino (2,5 milioni) . Così, gli ingenui sostenitori dei due si per l’acqua bene comune sono serviti. I pasdaran dell’acqua libera hanno vinto sul piano ideale della difesa di un principio ma hanno perso sul piano pratico della difesa del proprio portafoglio .

Come avrebbe crudamente commentato  James Carville, stratega della campagna elettorale per Bill Clinton contro George H. W. Bush: «It’s economy , stupid». Vi risparmio la traduzione.

A.M.Giaccardi

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