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REFERENDUM : ARMA SPUNTATA O STRUMENTO DI DEMOCRAZIA?

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Manifesto Referendum

Manifesto Referendum

Chi liquida frettolosamente il referendum popolare definendolo un’arma spuntata denota a parer mio disprezzo per la democrazia e scarsa conoscenza dell’istituto referendario . Il Referendum è un istituto di democrazia diretta con il quale il popolo si pronuncia, direttamente, su determinate questioni della vita costituzionale.

In Svizzera il referendum ha avuto origine fin dalla sua costituzione di stato confederale e ancor oggi è rimasto l’elemento centrale del sistema politico . La piccola ed industriosa Svizzera quindi costituisce un “miracolo” di perfetta convivenza civile fra popoli di lingua e cultura diverse – tedesco,francese, italiano, romancio – con un efficiente sistema istituzionale.

Fu proprio prendendo esempio dalla Svizzera che l’Italia scelse di utilizzare lo strumento del Referendum tra monarchia e repubblica nel 1946 per voltare pagina in maniera netta ed irreversibile nella sua storia civile. Ma altri Paesi ad esempio la Francia , Stato centralista per eccellenza, hanno introdotto il referendum nella loro costituzione. Fin dal 1945 , la Costituzione della IV Repubblica Francese proclamava «che la sovranità era esercitata dal popolo con il voto dei suoi rappresentanti e con il referendum».

Come è (o dovrebbe essere) noto la nostra Costituzione prevede unicamente, all’At. 75, il referendum popolare per abrogare le leggi emanate dal Parlamento ( referendum abrogativo) e non per proporne di nuove ( referendum propositivo) , e non è un caso che , quando chiamati ad esprimersi direttamente , i cittadini lo facciano spesso in contrasto con i loro rappresentanti eletti . Così è stato per la ratifica della nuova costituzione europea, bocciata per referendum popolare da Olanda, Francia e Irlanda ed approvata per ratifica parlamentare negli altri Paesi.

Referendum

Referendum

Il referendum diventa un rito “ inutile” allorquando viene boicottato dai partiti che non vogliono vedersi espropriato il privilegio di fare e disfare le leggi a loro piacimento , ecco allora che si fa di tutto per azzopparlo il Referendum, mantenendo lontani i cittadini dalle urne con ogni mezzo per non raggiungere il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto . Ma la cosa più deprimente è che l’italico Popolo bue pare addirittura infastidito dalla possibilità di esprimere direttamente la propria opinione, mantenuto com’è costantemente in soggezione dal potere cui delega apaticamente il proprio destino democratico. Anche la storiella che i costi referendari siano elevati è una leggenda sfatare. La democrazia diretta non ha prezzo, se paragonata ai costi di gestione del Quirinale : 241 milioni di euro, più dell’ Eliseo di Carlà e Sarkò, più di Buckingham Palace di Elisabetta II°, molto più della Casa Bianca di Barak Obama e della Zarzuela di Zapatero.

Boicottare i Referendum popolari è un modo per renderci tutti più sudditi della Casta e meno consapevoli. Prima di tutto gli italiani dovranno conquistarsela la consapevolezze di avere dignità di cittadini e non continuare ad essere burattini nelle mani del burattinaio di turno , anche quando c’è uno Scalfaro che reintroduce, chiamandolo contributo, il finanziamento pubblico ai partiti bocciato dal 90,3% degli italiani che votarono il referendum per la sua abolizione nel ’93 . Anzi , a maggior ragione.

Aramis

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