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SAVIGLIANO: L’UNIVERSITA’ NON E’ A RISCHIO. LO DICE SOAVE

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Università di Savigliano

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Le allarmanti parole che  Claudio Sacchetto (Lega Nord), assessore regionale all’agricoltura di fresca nomina ha pronunciato in consiglio comunale a Cuneo sui risultati deludenti del decentramento universitario in provincia, hanno messo in allarme Soave, che si affretta a  gettar acqua sul fuoco dichiarando alla stampa “ Savigliano non è a rischio” : perché, Alba e Cuneo forse lo sono?

A legger bene ciò che hanno riportato i giornali , si tratta di dichiarazioni generiche, un auspicio scaramantico più che una solida certezza. Non ci stancheremo mai di elogiare il recupero di un gioiello architettonico qual’é il convento di S. Monica,  che sembra fatto apposta per ospitare un cenacolo del sapere, e che si è potuto realizzare grazie all’impegno a suo tempo profuso da Soave nella duplice veste di sindaco e parlamentare.

Anni di abbandono avevano ridotto l’ex ospedale militare ad un immobile fatiscente e degradato che comprometteva irrimediabilmente il centro storico della città. Un grave problema urbanistico brillantemente risolto con il recupero a splendida sede universitaria.

L’attivazione dei corsi universitari decentrati in provincia di Cuneo è regolato da una convenzione decennale (durerà sino al 30 Settembre 2019) con l’Università di Torino e da un patto tra gli Enti Locali sostenitori del progetto  che vede impegnati Regione Piemonte, Provincia, Comuni interessati, Fondazioni bancarie , Camera di Commercio e privati riuniti nella”Associazione per gli Insediamenti universitari in provincia di Cuneo.”.

L’onere finanziario più gravoso spetta senz’altro all’Amministrazione Provinciale impegnata con due milioni di euro l’anno per i prossimi 10 anni. In un periodo di ristrettezze come l’attuale si tratta di una cifra da far tremare i polsi.

Gli altri attori hanno stanziamenti diversi per periodi diversi. La Regione , per esempio, partecipa con 1.500.000 € l’anno per tre anni, le Fondazioni bancarie con cifre diverse anch’esse per tre anni, rinnovabili. ( un impegno più lungo non sarebbe permesso per statuto.)

Ben si comprende , dunque, come le parole di Sacchetto, suonino come un “assist” alla Presidente. Tattica concordata? Sembrerebbe proprio di si .

Liberarsi di un gravame tanto pesante sarebbe per la Provincia un vero balsamo. Ma c’è la convenzione che la vincola per dieci anni e per due milioni l’anno. Scrollarseli di dosso sembra una missione impossibile. Non sarebbe comunque disdicevole se, a fronte di costi di gestione tanto elevati, si rendessero noti anche i risultati di questo benedetto decentramento. Solo così si avrebbe un’idea se il gioco vale la candela, al di là delle retoriche dichiarazioni di prammatica.

 

                                                                                              Antonio M. Giaccardi

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