Epurato il segretario fossanese mentre per il figlio del “senatur” si chiude un occhio
Plutarco , filosofo greco dell’antichità , nelle ” Vite parallele”, la sua opera più nota, esamina una serie di biografie di uomini celebri, riunite in coppie per mostrare vizi o virtù morali comuni ad entrambi. Anche nella Lega Nord, esistono analogie tra personaggi, anche se non così illustri, che potrebbero essere accomunati da vite parallele.
Renzo Bossi detto “Il Trota” e Clemente Malvino, ex segretario della Lega Nord di Fossano, parallelismo emblematico della frattura che si è aperta tra due modi di intendere il partito: quello fedele alla linea e quello fedele al Segretario federale o a quello provinciale e ai suoi sodali.
Il “Trota”, il figlio del Capo, sarebbe entrato nell’assemblea regionale lombarda senza il rispetto dei criteri di anzianità di militanza richiesti dal Carroccio. Il rampollo del Senatur, infatti, solo da poco ha richiesto la tessera di socio militante e a rigor di statuto gli mancherebbero alcuni anni di vita politica.
Un fatto di per sé non molto rilevante che però ha suscitato l’indignazione dei militanti di lungo corso. Renzo non solo non ha fatto la gavetta, ma per lui si è chiuso un occhio anche sulle regole interne. Per diventare socio militante della Lega occorre infatti aver maturato almeno un anno da sostenitore. Dopo si inoltra la domanda alla sezione, che la discute e la approva con il via libera dei livelli superiori.
Il livello di frustrazione deve essere salito alle stelle nello scoprire che anche nella Lega le regole che valgono per le persone ordinarie non valgono per la casta. L’articolo 13 del regolamento della Lega Nord, fissa i criteri di anzianità di militanza dei candidati a cariche amministrative e politiche. Secondo la norma interna al partito le candidature possono essere accettate “solo se alla data del deposito delle relative liste elettorali gli interessati saranno in possesso di un’anzianità di militanza di 1 anno per i comuni con meno di 15 mila abitanti, 2 anni per i comuni con più di 15 mila abitanti e le province, 3 anni per le regioni e le elezioni politiche”.
Le tempistiche vengono raddoppiate per tutti quelli che in occasione di precedenti elezioni erano schierati contro la Lega.
Clemente Malvino, già segretario della Lega di Fossano e autore di uno spettacolare risultato elettorale alle passate elezioni provinciali, è stato cacciato dal segretario provinciale Stefano Isaia col pretesto di non aver rinnovato la tessera ma in realtà per il suo atteggiamento sempre più critico e per la convivenza sempre più difficile con Giorgio Bergesio e Anna Mantini ; il primo proveniente da Forza Italia e la seconda da Alleanza Nazionale e passata con estrema disinvoltura da Dio, Patria e Famiglia ad idee autonomiste/separatiste. Insomma , l’ala dei transfughi ultimi arrivati ha prevalso sui leghisti duri e puri della prima ora che il partito non ha esitato a sacrificare.
Non crediamo che il “Trota” verrà cacciato dal partito per non aver rinnovato la tessera , come invece è accaduto a Malvino, ma il parallelismo tra le due situazioni ci pare evidente e ci fa riflettere. La punizione del “provinciale” nei riguardi dell’ex segretario fossanese rassomiglia tanto ad una grande purga , una repressione di tipo staliniano per epurare la Lega Nord da presunti cospiratori ed eliminare avversari diretti personali. Queste beghe interne non ci scandalizzano più di tanto essendo comuni a tutti i partiti , e la Lega è come tutti gli altri.
A.M.Giaccardi