Vietato curarsi negli ospedali migliori titolo tratto da Il Giornale del 22 Marzo 2018

22/03/2018
Vietato curarsi negli ospedali migliori titolo tratto da Il Giornale del 22 Marzo 2018

C' una notizia che compare stamane, 22 Marzo 2018 su Il Giornale mentre viene accuratamente ignorata dagli altri . La firma Stefano Zurlo : "vietato curarsi negli ospedali migliori" il titolo dell'articolo. Chi diceva che i partiti erano ormai merce superata servito. Il problema la sempre pi netta divisione tra nord e sud Italia, concetto tamponato fin'ora a suon di slogan antirazzisti e unitaristi che da soli non bastano ad esorcizzare una situazione di fatto. C' chi il dito nella piaga l'aveva messo da tempo, forse in modo rozzo, qualunquistico, con odiosi slogan del tipo Roma ladrona, ma il succo era quello che le recenti elezioni hanno impietosamente riaffermato con i risultati delle urne: il sud ai 5 stelle , il nord al centrodestra. Poi quell'articolo spietato di Zurlo su Il Giornale che se dovesse rivelarsi preveggente e realizzarsi nei fatti sarebbe un duro colpo oltre che alla libert personale anche all'art. 32 della Costituzione : La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettivit, e garantisce cure gratuite agli indigenti..... Ma come dice il proverbio , espressione della saggezza popolare , tutti i nodi vengono al pettine e siccome i soldi per la sanit pubblica non sono infiniti, ciascun cittadino si faccia curare a casa sua perch le regioni dove migliore la sanit non possono pi sopportare anche le spese per curare chi viene da altre regioni. Questo ragionamento non farebbe una grinza se il livello delle prestazioni fosse omogeneo in tutto il Paese, ma cos non , ce lo dice la cronaca quotidiana. Le liste di attesa per esami di diagnostica si allungano a dismisura abbiamo tempo a morire il commento della gente. Le cose potrebbero migliore se la gestione della sanit pubblica fosse pi efficiente, se le apparecchiature che costano centinaia di milioni lavorassero per 24 ore al giorno e non ad orario d'ufficio week-end compresi. Ecco allora che la sanit privata ha buon gioco e le strutture alternative spuntano come funghi, con tariffe assai prossime al ticket del pubblico , ma con attese non di 6/12 mesi ma di 24/48 ore . Chi pu salta la coda e si avvale del privato, chi non pu , ed in Italia sono sempre di pi gli indigenti (4 milioni e 598 mila persone il 7,6 per cento della popolazione residente si trova in stato di povert assoluta mentre 8 milioni e 307 mila pari al 13,7 per cento in stato di povert relativa secondo l'ISTAT) , aspetta o non si cura. Qui da noi possiamo dirci fortunati, abbiamo strutture pubbliche efficienti, anche se , da Montoso pu capitare di dover andare a Mondov per una ecografia. Fatti i conti tra benzina , autostrada, ticket e tempi di attesa forse converrebbe farla a pagamento in un luogo pi vicino; chi pu.

Antonio Giaccardi