MORTI DA RICORDARE E MORTI DA DIMENTICARE

17/04/2018
MORTI DA RICORDARE E MORTI DA DIMENTICARE

A distanza di oltre due anni dal ritrovamento in Egitto del corpo torturato di Giulio Regeni in un fosso lungo l'autostrada Cairo-Alessandria , la richiesta di verità e di giustizia continua ad essere viva. Grazie alla tenacia dei genitori nel ricercare la verità sulla fine del loro figliolo e al coinvolgimento di Amnesty International e dei mezzi di comunicazione l'attenzione sul caso è tutt'ora alta. Anche se sui palazzi istituzionali è stato rimosso lo striscione giallo con la scritta  " Verità per Giulio Regeni ", lo si può ancora vedere appeso al balcone di qualche cittadino che pervicacemente chiede giustizia per il dottorando  italiano di Cambridge. Non altrettanto è accaduto per un altro nostro connazionale ritrovato col cranio fracassato in Turchia, a Istanbul il 28 Marzo 2018; Alessandro Fiori di Soncino (Cremona) 33 anni. Anche per lui una morte con molti interrogativi senza risposta , ma che dopo un paio di settimane pare già dimenticata, e a differenza di Regeni,  nessuno ne parla più. Pochi giorni fa, il 16 Aprile, è stato il 35 anniversario del rogo di Primavalle, dove un bambino di dieci anni, Stefano, e un giovane di 22, Virgilio, fratelli e figli del segretario della locale sezione del MSI Mario Mattei vennero arsi vivi dal rogo appiccato al loro appartamento da tre attivisti di "Potere operaio". Altri componenti la famiglia si salvarono a prezzo di gravi ferite. le nostre città sono piene di lapidi dove si condannano i delitti compiuti per rappresaglia dai nazi fascisti e di vie dedicate ai peggiori dittatori sanguinari comunisti. La storia la scrive , a suo modo, sempre chi vince.

Antonio Giaccardi

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