25 APRILE: LA MEMORIA CHE DIVIDE

24/04/2018
25 APRILE: LA MEMORIA CHE DIVIDE

Non ce ne vorrà l'autore di un articolo on line riferito al 25 Aprile del 2017 cui abbiamo rubato il titolo per queste righe (La memoria che divide). Moltissimi sono gli scritti che tentano di spiegare perché questa data sia così lacerante tra gli italiani invece che accomunarli nella gioia per la libertà riconquistata , (Partigiani ed ebrei divisi sul 25 Aprile ) tanto che anche quest'anno salta il corteo unitario a Roma. Non sarò tanto presuntuoso e stolto da aggiungere la mia inutile spiegazione alle molteplici fornite dagli storici dell'una e dell'altra parte con il solo risultato di contribuire a creare ulteriori divisioni. Alcuni segnali tanto evidenti non si possono tuttavia ignorare e passare sotto silenzio. Sono comparsi , come ogni anno in città, i manifesti che ricordano ai cittadini la commemorazione del 25 Aprile e subito mi sono saltate all'occhio le differenze tra il manifesto di questo primo 25 Aprile della gestione Ambroggio e quello dello scorso anno.

Nel 2017 la rievocazione della Liberazione si svolgeva in un unica giornata , molto più sobria e istituzionale . Sotto la regia del neo eletto Sindaco, gli eventi si dipanano per più giorni. Si inizia martedì 24 con concerto della banda, coro degli alpini e letture in tema per proseguire mercoledì 25 Aprile con la parte centrale della commemorazione. Si continua il 26 con la presentazione di un libro; intervengono l'Autore e l'onnipresente Soave. Per Sabato 28 e Domenica 29 è stata organizzata una visita guidata al popolare costo di 2 € presso il museo civico che ha per oggetto cimeli e testimonianze dei partigiani saviglianesi. Cinque giornate , tante quante il festival di Sanremo. Unico giorno “libero” il 27 Aprile, data del mio compleanno; per questo ringrazio e mi faccio gli auguri . Faccio poi notare che sotto la scritta “ 25 Aprile Festa della liberazione “ è stata aggiunta quest'anno la frase “DELL'ITALIA DAL NAZIFASCISMO” (vera e propria ossessione, quella del Sindaco, per il nazifascismo) e in calce al manifesto la frase «ORGOGLIOSI DI ESSERE ANTIFASCISTI». Forse più che puntualizzare con orgoglio di essere anti qualcosa, sarebbe meglio dimostrare coi fatti di essere per il bene della città. Una cosa comunque è certa; questo primo manifesto per la commemorazione del 25 Aprile della gestione Ambroggio contribuisce a dividere ulteriormente i cittadini su una ricorrenza già di per se lacerante; altro che “ Sindaco di tutti”.

Antonio Giaccardi

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