E’ dal ’94 che ci provano in tutti i modi a cacciare Berlusconi, finora senza successo.
Parliamo naturalmente della sinistra all’opposizione. Ci hanno provato con Tremonti, Fini, Montezemolo, Pisanu, Profumo e Monti e più di recente anche Formigoni e Alemanno. Tutte figure mediocri se paragonate al Cavaliere, che mai avrebbero potuto spuntarla.
comparso su “La Stampa” del 20-08-2011 a pag. 30 nella rubrica “l’editoriale dei lettori”
Non sanno più cosa fare . La manovra da 45,5 miliardi è stata fatta e disfatta più volte.
Si brancola nel buio con trovate improvvisate e stravaganti, sconfessate dopo poche ore, mentre l’opposizione non sa fare di meglio che chiedere la cacciata di Berlusconi , a suo dire causa di tutti i mali, ma non ha né uomini né idee.
Siamo proprio messi male.

Marx in cattedra
MARX IN CATTEDRA
La scuola pubblica è un covo di comunisti, perciò la sinistra manda i figli alle private
Per anni il timone della scuola pubblica, inutile negarlo, ha virato a sinistra. Il mito della superiorità morale, ancor oggi rivendicato, a cui per la verità sta dando manforte il Primo ministro, ha lasciato un segno profondo nell’educazione degli italiani per trent’anni almeno, accompagnandoli dall’asilo alla cabina elettorale.
Ai nostri bambini hanno insegnato che Dio, patria e famiglia sono cose da fascisti ed il tricolore è stato , per lungo tempo, un simbolo da bruciare; così come sono di destra e dunque da combattere sia l’ordine pubblico che i suoi tutori. Anche i libri scolastici hanno volutamente ignorato per decenni episodi scomodi per la sinistra come il genocidio delle foibe praticato dai partigiani comunisti di Tito.
L’ossessione di Berlusconi per la scuola pubblica comunista è forse oggi un tantino esagerata, tuttavia per non correre rischi, se si è di diversa opinione e potendolo fare, converrà scegliere per i nostri figli una scuola privata che fornisca un’educazione più consona ai principi genitoriali.
A Milano la sinistra al caviale sonoramente trombata

Gauche Caviar
Anche al più sprovveduto tra i lettori non sarà sfuggito che, pur nella confusione della politica italiana, la vera ragione dello strappo di Fini non è l’egemonia di Berlusconi padre padrone del PDL bensì il federalismo di Bossi.
Si sta radicalizzando lo scontro tra Nord e Sud da tempo sollevato da Bossi ed ora rinfocolato da chi vorrebbe un partito del Sud sotto le cui insegne continuare a mungere la vacca nordista.
Berlusconi “vede” le carte di Fini e perde la posta.
Il 4 Agosto si è giocata la partita decisiva per il governo Berlusconi. La mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo è stata respinta, come da copione, ma ciò che contava veramente era la verifica dei voti su cui può fare affidamento la maggioranza e la verifica è andata male per il Cavaliere.
Facciamo due conti…