Apprendiamo dai giornali della polemica tra Ghione e Soave, con inserimento di Cussa, sul ritardo nell’impiego dei soldi, peraltro frattaglie a quanto é dato sapere , per la messa in sicurezza del Mellea che avrebbe dovuto esser in sicurezza ormai da anni e ben prima del Maira.
Ci troviamo invece oggi con l’acqua alla gola, (mi si passi la metafora), dopo aver sperperato una montagna di danaro pubblico per creare quell’obbrobrio paesaggistico che é “Il Canale Maira”, di cui proprio nessuno sentiva l’esigenza se non la civica amministrazione, per correre ai ripari e mettere in sicurezza interi quartieri sorti grazie a permessi a costruire rilasciati in modo superficiale e senza un minimo di programmazione urbanistica sensata pur di incamerare danaro da oneri e tasse.

Via Biga
Di sfregi paesaggistici la Giunta in carica (e quella precedente) ne ha fatti, ne sta facendo e ne farà in futuro, possiamo esserne certi.
Resterà negli anni l’obbrobrio del Maira trasformato da torrente dalle sponde lussureggianti a squallido canale. Oggi è il turno degli alberi di via Biga .