Per un lavoratore autonomo con un reddito annuo ISEE – Indicatore di Stato Economico Equivalente noto anche come “riccometro”, di 11.400 € o più, la retta mensile per mandare il proprio bambino all’asilo nido comunale Peter Pan è di 575,00 mentre ad un lavoratore dipendente per pagare la stessa retta si richiede che guadagni oltre i 19.000 €.
Ci domandiamo il perché di questa disparità di trattamento.
Nel primo caso, supponendo in una dichiarazione non mendace, alla famiglia di un povero lavoratore autonomo che percepisse 11.400 € all’anno, equivalenti ad un introito mensile di 950 €, se sottraiamo i 575 € della retta, del “Nido” rimarrebbero 375 € mensili per campare: impossibile.
Un po’ meglio andrebbe alla famiglia di un lavoratore dipendente con un reddito ISEE di 19.000 € l’anno , pari a 1583 € al mese , al quale, sottratti i 575 € della retta , resterebbero ancora poco più di 1.000 € mensili con cui sopravvivere : difficile , ma non impossibile. Non vogliamo di certo fare un processo alle intenzioni, ma ci siamo interrogati su questo evidente squilibrio.
Fonte: http://archiviostorico.corriere.it/2005/marzo/25/Lecco_nidi_piu_cari_Italia_co_5_050325003.shtml
MILANO – Lecco, con 572 euro mensili, è la città italiana dove le rette degli asili nido comunali sono più care, mentre Roma (146 euro) è la più conveniente.
Milano (ma solo per i pochi che, qui come altrove, trovano posto) è invece la migliore fra le città lombarde: a una famiglia di 3 persone con un reddito di 44.200 euro (lo stipendio medio secondo l’ Istat) il nido comunale costa, per 9 ore giornaliere, 232 euro al mese.
Sono i risultati di un’ indagine condotta da Cittandanzattiva, associazione che si occupa soprattutto della qualità dei servizi pubblici.
La Lombardia è la regione dove più numerosi sono i bimbi fino ai 2 anni (oltre 255 mila), mentre il tasso di occupazione femminile (oltre il 40%) è fra i più alti. In Regione le strutture sono 567, 478 delle quali comunali.
Come si giustifica tanta differenza tra le rette?
«Nelle città piccole i costi strutturali fissi sono maggiori – dice il vicesegretario di Cittadinanzattiva Giustino Trincia -. Ma è anche una questione di scelte politiche». ?