
I Prof saviglianesi contro Tremonti
Il Prof. Ambroggio e i suoi colleghi saviglianesi schierati contro Tremonti
Non vanno proprio giù ai Prof. Saviglianesi le misure di austerity del ministro Tremonti.
Le iniziative contro la finanziaria prendono il via dai docenti dell’ Istituto “M. Eula” che inviano una lettera al Presidente del Senato Schifani, al Presidente della Camera Fini e al Presidente della Repubblica Napolitano per informarli sulla situazione di scuola e docenti come se le più alte cariche dello Stato non ne fossero al corrente. Nella missiva i “Non siamo d’accordo” si sprecano. Una sfilza di lamentazioni che ben difficilmente sortiranno qualche effetto se non quello di dar sfogo al mugugno libero e democratico stile: “piove governo ladro”.
Gli fanno eco i docenti del Liceo “Arimondi” che, molto più realisticamente, inviano una lettera ai genitori degli allievi per giustificare la riduzione delle ore dei corsi di recupero (da 200 a 80) causa i tagli della finanziaria.

Mani nelle tasche...
Nei commenti sulla stangata per aggiustare i conti pubblici richiestaci dall’ Europa, la frase che ricorre con più insistenza é: “ Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani” .
Ma nessuno ricorda o vuole ricordare, tanto meno la sinistra all’opposizione, la ragione dell’insistenza con cui viene citata.
Tutto risale a parecchi anni fa. Nella notte tra il 9 e il 10 Luglio del 1992. L’allora presidente del Consiglio Giuliano Amato , socialista, indossata metaforicamente la tuta nera di Diabolik, entrò nelle banche e forzò i conti correnti degli italiani arraffando, per decreto legge d’urgenza, il 6 per mille dai depositi.