
Sironi Guttuso Vedova
Come consigliere comunale della città di Savigliano a volte mi stupisco della mia (rara) distrazione.
Ho trovato nei bar cittadini un volantino teso a pubblicizzare un’esposizione di pittura di un certo Riccardo Romano (Richard) dal titolo “Le storie della Storia”.
Premetto, non conosco l’artista e anche in rete non ho trovato molto, ma non sono un grande navigatore e quindi possono essermi sfuggite indicazioni preziose sull’attività pittorica del soggetto. Leggo però che la mostra è organizzata dal Comune di Savigliano con la partecipazione dell’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Cuneo.
Tutto questo in una (novità) galleria del Municipio.
Tre riflessioni: quanto costa ai cittadini questa mostra? Perché si è deciso di sponsorizzare questo pittore e non altri? Quale il nesso con l’A.N.P.I.?
Ho visto le opere stampigliate sul volantino a colori con tanto di scudetto crociato della città di Savigliano. Donna con abito nero, donna con abito rosso pompeiano, donna che saluta, simbologia varia, colori pastello.
L’arte è per me soggettiva quindi non entro nel merito, non ho alcuna specifica competenza. Spero però non me ne voglia l’artista Richard se alla “metafora di Savigliano” abbia preferito (pagando) la bellissima mostra Sironi-Guttuso-Vedova a palazzo Salmatoris a Cherasco dal titolo “Arte e ideologie politiche a confronto”.
Non sono amministratore della piccola cittadina di Cherasco, dove peraltro abita il caro amico e acquarellista di fama Andreoli, ma noto le differenze e un po’ d’invidia prevale.
Cordiali saluti
Fulvio D’Alessandro – Savigliano
Caro Fulvio
leggo con molto interesse il tuo scritto e capisco l’incazzatura (pensa a me che, parlando solo dell’anno in corso, ho dovuto portare livelli come Rotella, Faccincani, Baretta e Guzzi – operanti questi ultimi due per molto tempo a Savigliano – Deabate, Tabusso, Paulucci ecc ecc a Bene Vagienna, Caramagna, Borgomanero e via dicendo e che sto preparando una grande rassegna dedicata ai capolavori dell’800 che andrà ad aumentare il flusso di visitatori altrove! E TUTTO A COSTO ZERO PER LE CITTADINE OSPITI E PER I VISITATORI).
Purtroppo qui la musica suona in modo stonato. Il Comune, almeno dal punto di vista artistico – espositivo, è quasi assente.Il Museo pare un feudo all’interno della città e lo si concede solo a piacere o se non piove (forse perchè non si ha voglia di tenerlo aperto in settimana dopo aver speso mucchi di soldi per restaurarlo e nonostante la presenza di una delle più importanti gipsoteche del Piemonte?). Le organizzazioni di promozione turistica arrivano al massimo alla festa del pane o della mucca. Però ormai ci si adegua anche perchè, personalmente, non ho più voglia di inchinarmi davanti ai “maggiorenti” locali nè di regalare agio a gente che capisce, forse, solo di rotonde, piste ciclabili mal collocate (pensa a quella davanti al bar Kursal),multe per divieto di sosta, e chi più ne ha più ne metta. Sicuramente, quando avrò bisogno di uno spazio espositivo in Savigliano, mi rivolgerò a qualcuno più attento o con maggior voce in capitolo dei cadregari locali .In ordine all’autore che citi ricordo di averlo sentito nominare ma non mi sovviene più di tanto. Comunque credo che l’evento sia stato pagato dall’ANPI (per quello che può costare!) e che per galleria del Comune si intendano gli spazi del corridoio al primo piano (come usava tempi addietro).
Comunque buon proseguimento di lotta. Magari approfitterò del tuo pezzo per rompere un po’ anche io.
Giorgio Barberis
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Gentile e (raramente) distratto Sig. Fulvio D’Alessandro,
a soddisfare la Sua legittima curiosità sull’autore del ciclo pittorico “Le Storie della Storia”, che ho avuto il piacere di apprezzare in alcune delle numerose esposizioni in cui è stata presentata, Le trasmetto a seguito una nota biografica recuperata in una esposizione, della genesi artistica del Pittore Riccardo Romano.
Si tratta, a mio modo di intendere l’Arte, di un pittore sicuramente “sui generis”, ma di grande impatto visivo ed emotivo, capace di trasmettere e di risvegliare con le sue opere emozioni e sensazioni sovente sopite nell’animo e nelle coscienze umane…
Le consiglio vivamente di assistere al “vernissage” ed al successivo concertino pianistico del giovane nipote dell’Artista e di non perdersi il delizioso rinfresco “lessico provenzale”!
Cordiali saluti, patrizia Occelli
Il percorso artistico di “Richard” nelle “Storie della Storia” tracciato dal Prof. Eriberto Costamagna di Fossano.
C’è chi si affida, prima di iniziare un percorso artistico, allo studio e alla esplicitazione di una teoria, a lui particolarmente congeniale.
Riccardo Romano, uomo ricco di letture, di cultura, di introiezione dello spirito di certi avvenimenti della storia, ha semplicemente ascoltato e seguito l’impulso a dare una forma espressiva (nella fattispecie pittorica) ai sentimenti nati laicamente e con forza dentro di sé.
Di qui la prima impressione delle sue opere è fruibile con semplicità e immediatezza da parte dell’osservatore. I suoi lavori non perseguono l’obiettivo della loro esistenza piacevolmente estetizzante e, magari, anche rasserenante e consolatoria. In essi si ricerca invece, il pensiero che scopre sensazioni ed esiti rappresentativi.
Essendo la sua una pittura ancorata a valori e a passi, episodici o ricorrenti, catturati nella storia e cadenzati con la storia, essa può essere dichiarata come arte di impegno civile e artistico e, nella sua forma più evidente, come espressione icastica. Questa, nell’essenzialità delle figure, nei modi dell’inquadramento scenico e negli accostamenti cromatici é fedele sia alla realtà come essa é stata ed è, sia agli ideali come si vorrebbe che fossero per migliorare il mondo. Essa é arte, ma insieme, anche corporeità, vita e sangue. Allora, nei suoi quadri, nella gamma di “situazioni” presentate vi é un tracciato di riscoperta, di riconquista interiore che mai si allontana dalla verità della storia.
Il “gesto” artistico non é improvviso, forse non é nemmeno dinamico, anzi, é piuttosto condotto verso una lettura e una resa coloristica più evidentemente statica. Forse perché é sedimentato oltre che razionale ed è innanzitutto inteso ad interpretare le ragioni dell’emozione e, dunque, dell’ispirazione.
Le suggestioni sono lontane o vicine, sono remote o contemporanee, devono qualcosa alla tradizione e a certi eventi. Fatto sta che esse motivano una scelta dei mezzi espressivi per nulla distaccati dalla necessità di voler configurare un contenuto molto sentito, indubbiamente sofferto, vissuto nella propria coscienza e quasi, così come pare, sulla propria pelle.
Per queste ragioni il linguaggio non é sottilmente ambiguo. E’ superato, senza nemmeno porsi l’antico contrasto (ma non certamente in Riccardo Romano) tra la vita e l’arte.
Se é vero che l’uomo con i suoi atti, la sua eticità e i suoi valori é al centro di ogni cosa, allora é giusto che nella pittura di “Richard” , tanto il processo della creazione, anzi della ri-creazione, quanto quello della maturazione completa e definitiva dell’uomo che re-inventa se stesso, seguano una medesima e sola via.