Il 28 Ottobre 2010 il Consiglio Comunale ha approvato una delibera che, prendendola un po’ alla larga e sulla falsariga di analoghe iniziative di altri comuni, ventilava l’ipotesi dell’istituzione dei registri D.A.T. ( dichiarazioni anticipate di trattamento) a cui i cittadini avrebbero potuto affidare le loro volontà in materia di cure nel periodo terminale della loro esistenza.
La delibera si limitava, in modo un po’ pilatesco , a sollecitare l’attivazione delle cariche istituzionali locali nei confronti del Governo nazionale perché fosse approvata sollecitamente la legge sul fine vita, che giace tuttora in Parlamento.
Tutti ricorderanno il clamore mediatico che alcuni noti fatti hanno provocato , prestandosi ad una vergognosa speculazione politica .
A cavalcare l’onda della dolorosa situazione del termine della vita ci si è buttato a pesce anche il Consiglio comunale di Savigliano, su iniziativa del coordinatore di maggioranza. Ciascuno può pensarla , naturalmente , come crede, e decidere se preferire la morale laica, imposta per legge , a quella cattolica liberamente scelta.
Ma i sostenitori della morale di Stato non possono infischiarsene anche delle regole istituzionali. Come ebbe a scrivere Fulvio D’Alessandro, promotore della delibera, in un suo precedente intervento su ViVi Savigliano a commento delle indicazioni della Chiesa:
«…Del Cardinal Bagnasco io invece me ne impippo! LIBERO STATO IN LIBERA CHIESA! Ognuno rimanga al proprio posto». Proprio così: “chacun a sa place” ciascuno al proprio posto, allo Stato quel che è dello Stato e al Comune quel che è del Comune. I rispettivi ruoli sono stati definiti con chiarezza da una Direttiva interministeriale del 19 Novembre 2010 a firma dei Ministri Maroni, Sacconi e Fazio in cui: «…si precisa che la materia del “fine vita” rientra nell’esclusiva competenza del legislatore nazionale e che, in quanto non ancora regolata da quest’ultimo, ogni intervento del Comune in questo ambito risulterebbe esorbitante rispetto alle competenze proprie dell’ente locale».
I tecnici del Ministero affermano inoltre che:
«.. nessuna disposizione normativa abilita il COMUNE a gestire il servizio relativo alle dichiarazioni anticipate di trattamento…».
A buon intenditor poche parole. Se D’Alessandro è libero di infischiarsene della morale cattolica ci auguriamo obbedisca almeno alle leggi, altrimenti la sua sarà una morale a uso e consumo personale, il famoso relativismo etico fieramente combattuto da Benedetto XVI.
Che fai D’Alessandro, mandi a quel paese anche sua Santità?
Infine un commento sul comportamento dell’opposizione.
La Lega è caduta nella trappola emotiva ed ha votato con la sinistra mentre il PDL non ha saputo far di meglio che pronunciarsi, in evidente stato di soggezione, per una tremula astensione.
A.M.Giaccardi
Per quanto mi riguarda non cambia nulla anche perché, non in modo pilatesco, ma in italiano comprensibile ai più, la mozione sensibilizzava soltanto le forze politiche ad esprimersi sulla specifica questione. La mozione è stata votata con larga maggioranza da tutto il Consiglio comunale di cui tu Giaccardi non fai più parte. Libero sei tu di esprimere quello che pensi, liberi siamo noi di esprimere la nostra posizione, almeno fin quando prevarrà l’articolo 21 della nostra Costituzione. Caro Giaccardi per te siamo tutti incompetenti, tutti emotivi, tutti in soggezione. Incompetente è Motta, Grindatto, Boglione, Albertini, Daniele, Cifani, Ferraro, Tomatis, Tesio, D’Alessandro, Bonino, Gosio, ma anche Buttieri, Brizio, Rubiolo, Bonetto che non hanno votato contro la mozione. Incompetente è anche il sindaco Soave? Per fortuna ci sei tu con le tue competenze e le tue certezze…assolute. Però, nello scrivere, fai parecchia confusione! Deciditi finalmente se dobbiamo riferirci alle (nostre) leggi dello Stato o alla (tua) morale cattolica. Io ho rispetto da sempre per le leggi dello Stato e prendo atto di un’indicazione espressa da un governo e da ministri che non godono del mio sostegno elettorale e di quello di moltissimi italiani. Tuttavia, all’epoca del dibattito in Consiglio comunale, il governo e i ministri non si erano ancora pronunciati sulla D.A.T. Quindi rigetto a te l’aggettivo “incompetente”. Magari, su questo specifico tema, prima o poi, qualche forza politica promuoverà un referendum. A quel punto staremo a vedere. Caro Antonio, non tirare troppo la giacchetta alla moralità degli italiani e a quella dei saviglianesi. Sull’aborto e sul divorzio tu e i tuoi amici, cardinali porporati, vi siete presi una gran bella batosta. Sinceramente non pensavo fossi un “baciapile” anche se onestamente le tue posizioni possono essere accomunate a quelle di Giuliano Ferrara. Quest’ultimo però, a sostenere le tesi papaline alle passate elezioni politiche, venne letteralmente ignorato dall’elettorato di tutti gli schieramenti. Semplicemente spazzato via. Ah…dimenticavo…ribadisco con forza il concetto. Dei tuoi amici porporati, quelli che si intromettono nelle leggi dello Stato telefonando magari a qualche ministro, a qualche presidente del Consiglio o a qualche sindaco della capitale, proprio me ne impippo! Di questi tempi le intrusioni del clero sull’insegnamento riferito all’educazione sessuale è solo uno degli esempi inopportuni. Ricordo quando il Papa Benedetto XVI si era spinto a sostenere l’immoralità del preservativo in Africa, terra di Aids! Mah…io resto della mia opinione, tu Antonio Giaccardi resta giustamente della tua, ma non dare patenti di incopetenza a chi (non il sottoscritto stai tranquillo) esprime in Consiglio comunale una rappresentatività elettorale molto più estesa della tua.
Attendendo un legittimo e auspicabile referendum sulla D.A.T., nonostante tutto, ti saluto cordialmente.
Fulvio D’Alessandro
Chiedo scusa a Giaccrdi, ma avevo dimenticato, nella precedente mia, tre consiglieri che hanno votato a favore della nostra mozione sulla D.A.T.
Per quanto mi riguarda non cambia nulla anche perché, non in modo pilatesco, ma in italiano comprensibile ai più, la mozione sensibilizzava soltanto le forze politiche ad esprimersi sulla specifica questione. La mozione è stata votata con larga maggioranza da tutto il Consiglio comunale di cui tu Giaccardi non fai più parte. Libero sei tu di esprimere quello che pensi, liberi siamo noi di esprimere la nostra posizione, almeno fin quando prevarrà l’articolo 21 della nostra Costituzione. Caro Giaccardi per te siamo tutti incompetenti, tutti emotivi, tutti in soggezione. Incompetente è Motta, Grindatto, Boglione, Albertini, Daniele, Cifani, Ferraro, Tomatis, Tesio, D’Alessandro, Bonino, Gosio, Ghione, Racca, Carena, ma anche Buttieri, Brizio, Rubiolo, Bonetto che non hanno votato contro la mozione. Incompetente è anche il sindaco Soave? Per fortuna ci sei tu con le tue competenze e le tue certezze…assolute. Però, nello scrivere, fai parecchia confusione! Deciditi finalmente se dobbiamo riferirci alle (nostre) leggi dello Stato o alla (tua) morale cattolica. Io ho rispetto da sempre per le leggi dello Stato e prendo atto di un’indicazione espressa da un governo e da ministri che non godono del mio sostegno elettorale e di quello di moltissimi italiani. Tuttavia, all’epoca del dibattito in Consiglio comunale, il governo e i ministri non si erano ancora pronunciati sulla D.A.T. Quindi rigetto a te l’aggettivo “incompetente”. Magari, su questo specifico tema, prima o poi, qualche forza politica promuoverà un referendum. A quel punto staremo a vedere. Caro Antonio, non tirare troppo la giacchetta alla moralità degli italiani e a quella dei saviglianesi. Sull’aborto e sul divorzio tu e i tuoi amici, cardinali porporati, vi siete presi una gran bella batosta. Sinceramente non pensavo fossi un “baciapile” anche se onestamente le tue posizioni possono essere accomunate a quelle di Giuliano Ferrara. Quest’ultimo però, a sostenere le tesi papaline alle passate elezioni politiche, venne letteralmente ignorato dall’elettorato di tutti gli schieramenti. Semplicemente spazzato via. Ah…dimenticavo…ribadisco con forza il concetto. Dei tuoi amici porporati, quelli che si intromettono nelle leggi dello Stato telefonando magari a qualche ministro, a qualche presidente del Consiglio o a qualche sindaco della capitale, proprio me ne impippo! Di questi tempi le intrusioni del clero sull’insegnamento riferito all’educazione sessuale è solo uno degli esempi inopportuni. Ricordo quando il Papa Benedetto XVI si era spinto a sostenere l’immoralità del preservativo in Africa, terra di Aids! Mah…io resto della mia opinione, tu Antonio Giaccardi resta giustamente della tua, ma non dare patenti di incopetenza a chi (non il sottoscritto stai tranquillo) esprime in Consiglio comunale una rappresentatività elettorale molto più estesa della tua.
Attendendo un legittimo e auspicabile referendum sulla D.A.T., nonostante tutto, ti saluto cordialmente.
Fulvio D’Alessandro
Caro D’Alessandro,
il livore, su questo argomento, ti acceca.E’ chiaro che l’ “incompetente” si riferiva a “non competente” a deliberare in materia.La successione degli atti e le date sono peraltro chiaramente citate. il Consiglio è stato troppo precipitoso.Dopo di che a ciascuno la sua morale. La mia la scelgo , tu e milioni di altri italiano aspettate che vi sia somministrata per legge.Sono anni che non entro in chiesa , non sono dunque un baciapile, ma morale ed osservanza sono due cose diverse.
Ad majora.
A.G.
Livore? Da ridere. Nella mia vita mi sono preso di tutto e di più. Adesso anche una considerazione sulla moralità. Veramente simpatico. E’ vero che ho delle lenti bifocali, ma riesco ancora a leggere considerazioni che non condivido. Sull’uso dell’incompetente non ritirare la mano o la penna. Mantieni la tua posizione. Hai dato a tutto il Consiglio comunale, a tutti noi, al sindaco e a me in particolare proprio dell’incompetente…senza se e senza ma. Hai usato una mozione chiara e votata proprio da tutto il Cosiglio comunale per sostenere una tesi sulla tua moralità. A questo punto mi aspetto che replichi sostenendo che sono anche immorale. Devo aspettare la patente di moralità da te? Io non replicherò più…non ne vale la pena.
Buona serata e pigliati na pastiglia sienti a me.
Fulvio l’immorale…