
CONTROLLATI ANCHE NELLA RUMENTA
Nei rifiuti finiscono molti effetti personali (corrispondenza, fatture telefoniche con i numeri chiamati, estratti conto bancari), a volte relativi anche alla sfera della salute (farmaci, prescrizioni mediche, ecc.) o a convinzioni politiche, religiose, sindacali.
Queste informazioni, in caso di abusi, possono comportare seri inconvenienti alle persone, per questo motivo la certezza della segretezza dovrebbe sempre essere assicurata, ma da ciò che si legge sui giornali cittadini , non parrebbe essere così.
La stampa riferisce di un’azione della polizia locale contro la violazione delle norme che regolano la raccolta dei rifiuti in comune di Monasterolo. (Savigliano e Monasterolo sono consorziate nelle “Terre di pianura” ed hanno in comune il servizio di polizia locale).
I vigili chiamati a verbalizzare la violazione , avrebbero aperto i sacchi alla ricerca di indizi che facessero risalire ai colpevoli per poi sanzionarli. Il Garante della privacy ha rilevato che la raccolta differenziata, prevista da specifiche norme, risponde ad un importante interesse pubblico, ma non ha ritenuto proporzionato l’obbligo imposto da alcuni enti locali ad utilizzare sacchetti trasparenti per la raccolta “porta a porta”, figuriamoci poi a ficcarci dentro il naso.
Raccolta differenziata e tutela della privacy devono coesistere
No a sacchetti trasparenti nel “porta a porta” e a controlli indiscriminati. Sì a codice a barre e microchip. Questa in sintesi la posizione del garante della privacy.
Siamo già soffocati da controlli di ogni genere, il tasso di libertà dei cittadini é ormai pericolosamente basso e adesso ficcano il naso anche nella nostra rumenta.
(per chi volesse approfondire: http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1149838).
Antonio M. Giaccardi
Cercherò di usare tatto e buon senso perché di questi tempi sono già abbastanza impegnato contro i comunisti radical chic della nostra città.
Sono stato e sono uno strenuo sostenitore della raccolta differenziata così come è stata concepita anche a Savigliano.
I risultati ottenuti da questo provvedimento lungimirante sono entusiasmanti e denotano il fortissimo senso civico dei nostri cittadini.
Questi hanno ben capito, anche dalle innumerevoli serate divulgative organizzate dall’assessore Cussa, finalità e obiettivi di questo sistema.
Personalmente sono anche un forte sostenitore della videosorveglianza del territorio nonostante le scelte politiche sciagurate espresse dalla precedente amministrazione che evocava il rispetto della privacy.
Continua in questo senso la mia battaglia solitaria contro l’ipocrisia di molti.
Questo per dire che la privacy non può essere tirata per la giacchetta a seconda delle situazioni.
A me non importa proprio se qualcuno va a ravanare nei miei sacchetti dell’immondizia perché non ho nulla da nascondere.
Se poi qualcuno, aprendo il sacchetto o gaspando nel bidone cartonato ha voglia di leggere le bozze delle mie lettere ai giornali o quello che scrivo su tematiche varie, sinceramente, poco mi importa.
Quello che invece mi fa stare bene è, fino ad oggi, constatare che la mia raccolta differenziata, quella della mia famiglia, è considerata corretta dagli addetti al prelievo.
I miei sacchetti non sono stati lasciati a terra per qualche errore o scorrettezza.
Quindi mi ritengo, come la stragrande maggioranza dei saviglianesi, convintissimo di operare bene.
I furbetti devono essere richiamati e sanzionati.
L’unico modo semplice è controllare proprio il contenuto dei sacchetti e agire di conseguenza.
A Savigliano, fin quando non prevarranno quattro comunisti radical chic, non abbiamo la Stasi o il Kgb…per fortuna.
Abbiamo vigili urbani che, tra le tante e troppe cose, hanno anche il compito, non proprio piacevole, di aprire i sacchetti dubbi verificando, giustamente, l’operato scorretto di qualche furbetto.
Fulvio D’Alessandro
Questione di punti di vista.
Le raccomandazioni sulla privacy non me le sono inventate io ma il garante nazionale.
E se a te , caro Fulvio , non importa che si vada a ficcare il naso nella tua rumenta , ad altri potrebbe importare.Dopo che te ne sei impippato del Card Bagnasco, ora te ne freghi pure del Garante. Sei candidamente anarchico e insofferente del “potere”,un pò come me,per questo mi sei istintivamente simpatico , certo più simpatico degli uomini d’apparato , barbosi, piatti e in grisaglie che da lustri ci somministrano , con tono grave e professorale, prolusioni ufficiali e lezioni magistrali.
Beh…ringrazio sinceramente Antonio Giaccardi perché ha colto esattamente il mio pensiero e il mio modo di essere. Sempre contro i tromboni, le parrocchie, le confraternite, i “politicamente corretti”, le congreghe, i pifferai magici, gli intellettuali salottieri della sinistra casereccia con Che Guevara tatuato sulla pelle sotto la grisaglia istituzionale. Sempre pronto a prendere penna, bastone e mutanda combattendo e pagando sempre in prima persona, firmandomi con nome e cognome. Senza nessunissimo timore reverenziale. Poi però, sempre più raramente per la verità, qualche personaggio della politica nazionale suscita in me qualche interesse. Ecco allora che dal giovane “rottamatore” Matteo Renzi, sindaco di Firenze e iscritto al Pd, dal sindaco di Torino Chiamparino, anche lui del Pd, dal “falco” Italo Bocchino del Fli, dal leghista ministro degli Interni Maroni, dal parlamentare Fernando Adornato dell’Udc, dal parlamentare moderato Bruno Tabacci dell’Api addirittura, a volte, da Beppe Grillo assumo grinta e indicazioni utili per le mie battaglie. Se invece guardo al giornalismo politico nazionale il mio mito oggi (ieri erano Indro Montanelli e Oriana Fallaci) rimane sicuramente Giampaolo Pansa. Vituperato dalla sinistra e dal centrosinistra, un tempo odiato dalla destra e dal centrodestra. Un mostro di bravura e di indipendenza! Uno scassa sistemi! Sono un anarchico? Mah…continuo ad essere me stesso nonostante i cinquant’anni passati. Con tutti i miei sbagli, i miei dubbi, le mie incazzature, i miei entusiasmi mal riposti, ma sempre attento solo ed esclusivamente agli interessi dei cittadini comuni, quelli senza tessere in saccoccia, senza voce, senza padrini, ma con troppi padroni. Spero, ancora per un ventennio, di continuare ad avere la forza per rompere le balle e gli schemi alla CASTA imperante sostenendo, senza riserve ideologiche, solo il buono che da dritta e da manca può arrivare per i nostri cittadini saviglianesi.
Cordialmente – Fulvio D’Alessandro
Volevo partire con una risposta tecnica, ma il leggere il vostro scambio mi fa essere più leggero, come vorrebbe Italo Calvino.
Così provo, più che a rispondere a dare un contributo.
Contributo che avevo chiesto ai miei collaboratori di scrivere, ma che la simpatia che nutro per Fulvio d’Alessando, conosciuto prima attraverso il suo libro e poi in una piacevole serata in un ristorante della Langa di La Morra, mi spinge a produrre autonomamente.
Dopo quindici anni di progettazione di sistemi di raccolte differenziate, in giro per il mondo e relativi progetti di comunicazione, la cosa che più mi viene chiesta da chi si impegna (amministratori e cittadini) è quella di far rispettare le regole da coloro che non si adeguano.
Chi mi conosce sa che non sono un integralista di nessuna opzione tecnica, ma ad oggi, per l’italica gente, la raccolta domiciliare è in assoluto la più efficace.
In fisica si direbbe che, trattandosi di un’opzione con pochi gradi di libertà, risulta la più efficiente.
Certo se tutti, ma davvero tutti, si comportassero correttamente non ci si porrebbe il problema di progettare un sistema piuttosto che un altro (ma poi così io sarei costretto a cercarmi un altro lavoro).
Ora, chi ormai da anni (le amministrazioni leghiste della provincia di Treviso, quelle di centro-destra come Novara o quelle di centro-sinistra di una buona parte della Provincia di Torino) ha implementato sistemi di raccolta domiciliare, ha risposto alle richieste dei cittadini corretti, di far rispettare le regole, verificando il contenuto dei sacchetti.
Non si tratta tanto di controllare conti bancari o brutti voti sui quaderni dei figli, perché quelli dovrebbero stare nella carta e non nell’indifferenziato che è quello che normalmente si controlla.
Non dovrebbero nemmeno esserci farmaci, perché quelli dovrebbero stare negli appositi contenitori davanti alle farmacie, nè altro, ma se proprio ci sono è perché appunto la differenziata è stata fatta male e buttare in discarica roba che può essere riciclata non solo è un delitto ambientale, ma costa anche un sacco di soldi.
Quindi per il bene di tutti le amministrazioni, di ogni colore politico, hanno messo a punto sistemi di verifica.
Ha ragione Antonio Giaccardi (che non ho il piacere di conoscere, ma la cui attenzione al problema denota certamente alta sensibilità al tema e al bene comune) quando chiama in causa il garante della privacy, ma Il garante si è espresso sui sacchetti trasparenti, che permetterebbero di risalire ad effetti personali con la semplice osservazione del sacchetto lasciato di fronte alla propria abitazione, ma i sacchetti del consorzio CSEA sono semitrasparenti e per risalire al proprietario di saccetti buttati lungo il Mellea o contenenti materiale riciclabile o sacchetti neri non conformi occorre aprire i sacchetti stessi, proprio come si farebbe in un mastello dotato di microchip, o di un sacchetto nero con codice a barre, cosa che il garante non vieta, ma che al contario consente di migliorare l’efficienza e l’efficacia del sistema.
Tutto ciò detto io spero tanto che un domani il nostro sistema di consumo ci permetta di vivere altrettanto bene senza doverci riempire le case di sacchi e contenitori per buttarci dentro scarti e prodotti usa e getta.
Un caro saluto a tutti e complimenti per gli ottimi risultati che state raggiungendo a Savigliano.
Roberto CAVALLO
E’ con vivo piacere che leggo Roberto Cavallo di cui apprezzo la professionalità e l’indipendenza culturale. Condivido il senso della sua e ne traggo spunto per ribadire con convinzione che il sistema, quello della raccolta differenziata porta a porta, non solo sta esprimendo dati entusiasmanti in termini oggettivi, ma esalta il senso civico dei nostri cittadini. Anche le legittime difficoltà inziali, i comprensibiili timori, sono stati ampiamente superati dai risultati evidenti. Un grande senso di civiltà che, ne sono convinto, trascende dalle posizioni politiche. Claudio Cussa è, oltre che un ottimo amministratore, un testone come me. Forse solo un po’ meno “fochino”. A lui dobbiamo il merito di averci creduto. Io, da semplice consigliere comunale ho cercato in ogni modo di appoggiarlo (non è l’unica volta per la verità) senza se e senza ma. Approfitto per salutare calorosamente Roberto che ricordo sempre con grande simpatia.
Fulvio D’Alessandro
Pofferbacco che parlar forbito!
Credevo si dovesse parlar di monnezza!
A me scoccia che si venga a rovistar nei personali avanzi, nulla da nascondere, ma, puta caso, ci fosse un particolare, per es. tubetto vuoto di colla per dentiere – tanga della moglie del vicino di casa (riconoscibili per iniziali ricamate) – parruchino dismesso, la privacy dove a va finire?
Eppoi, signori della corte, mandate i vostri Bravi a rovistar in altri siti, come le bialere di campagna, piene di liquami!
Questa si che è una vergogna della quale non ci si vuole sporcar le mani. O no?
Ringrazio Roberto Cavallo, che non ho il piacere di conoscere, per la sua pertecipazione.
Immagino si tratti di quel Roberto, nato a Torino il 14 febbraio 1970, è laureato alla Facoltà di Agraria dell’Università di Torino. che dal 1996 lavora in E.R.I.C.A., Educazione Ricerca Informazione Comunicazione Ambientale soc. coop – via Santa Margherita, 26 – 12051 Alba – Cuneo – Italy – di cui è stato direttore. Se così non fosse, me ne scuso. Lo ringrazio anche per la dichiarazione di attenzione al problema e di avermi “dato ragione” per quel che riguarda il Garante della privacy, fatto su cui mi ero naturalmente documentato. Per sgomberare subito il campo da equivoci , io mi preoccupo della salvaguardia dei miei diritti prima che dei controlli o del successo o meno della raccolta differenziata che competono ad altri, pur cercando di essere il più scrupoloso possibile nel differenziare. Se si risalisse a me dopo aver ficcato il naso nella mia spazzatura, per sanzionarmi salatamente (é successo a Benevagienna) a scanso di equivoci io lo segnalerei prima al garante della privacy e quindi verificherei in sede giudiziale se vi é stata violazione di legge da parte dei controllori. I cittadini sono un po’ stufi di essere considerati dalle P.A. più dei sudditi, da sanzionare al primo sgarro, che persone per bene , soprattutto da quelle amministrazioni di sinistra che predicano solidarietà e comprensione. A Caramagna , il sindaco Mario Riu (PD) ha lasciato “per punizione” il sacco sbagliato della spazzatura davati a casa dell’autore del reato per più giorni e s’é pure fatto fotografare su La Stampa orgoglioso del suo gesto. A Savigliano, oltre alle sanzioni per gli errori della differenziata sono in arrivo salatissime multe sulla numerazione civica. Regna un clima di paura nei confronti della P.A.( metus pubblicae potestatis) che paralizza i cittadini per timore di essere sanzionati. S’é instaurato un clima da: “punirne uno per educarne cento” .
Cordialmente .
A.M.Giaccardi
Ho apprezzato moltissimo l’ironia di “Corsaro” anche perché il parrucchino potrebbe essere consono alla mia calvizie. Sulla privacy ognuno, giustamente, ha la propria opinione. Mi permetto però rispondere come amministratore sulla questione “bealere” (non uso il termine piemontese solo per rispetto alla nostra lingua nazionale in occasione dei 150 dell’Unità d’Italia). Posso rassicurare “Corsaro” che il corpo di Polizia Municipale di Savigliano è stato sollecitato da tempo a finalizzare un progetto teso a censire in modo circostanziato una verifica proprio delle bealere delle nostre campagne, con richiami molto determinati e sanzioni annunciate. Se ne sono scoperte delle belle! Addirittura bealere mappate in origine e scomparse a tratti per l’utilizzo, spesso improprio, dei terreni agricoli ad opera di agricoltori poco coscienziosi. Si possono ben immaginare i rischi di esondazione! La verifica poi dei liquami, scaricati abusivamente, è subordinata alla segnalazione e alla denuncia dei cittadini frazionisti. Posso rassicurare che anche su questo fronte qualche miglioramento si è ottenuto.
Con viva cordialità.
Fulvio D’Alessandro
Ops, pardon per il parrucchino ma è stato un esempio puramente casuale. Non ho il piacere di conoscerLa per cui non è stata una battuta-ccia.
Per quanto riguarda le bialere ci sarebbe da scrivere e riscrivere, altro che spazzatura o numerazione civica.
Nella bialera che scorre davanti alla mia cascina restano i segni, marroni, di un passaggio, costante, di liquame. Dalle 23.00, tutte le sere, si sentiva anche nell’aria…Bello neh?
Qualche illuminato dice che è la campagna.
Io penso: ” beh, allora, visto che ‘sta campagna è fuori dal mondo, prima o poi, ci tireranno una bomba atomica per vedere che succede. C’è da preoccuparsi!”.
Per chi si è preso la briga di segnalare scarichi di sostanze organiche non c’è stata tanta soddisfazione, qualche minaccia e poi tutti a casa, sereni e contenti!
Il problema è alla fonte: troppi allevamenti intensivi senza terra. Troppo lassismo, troppa spavalderia.
Ma, caro Signor Fulvio, sappiamo bene come sia inutile e dannoso lottare contro i mulini a vento.
Lasciamo ‘sta lotta a Don Chisciotte ed il suo prode Sancio Panza. Saluti.
Carissimo “Corsaro”, capisco perfettamente e posso comprendere la sua amarezza. Mi permetto tuttavia di sollecitarla a non mollare. Sono consigliere delegato alla Sicurezza della città di Savigliano e combatto da anni proprio contro i tromboni e i trombati (citazione del sindaco di Firenze Matteo Renzi nel suo splendido libro “Fuori” edito da Rizzoli)della “Politica” salottiera di una casta saviglianese di “politicamente corretti”. Mi creda…è una battaglia durissima, con attacchi da sinistra e da destra, ma ne vale la pena. Da più di vent’anni cerco di scardinare un sistema fatto, a volte, di ipocrisia e presunzione. Le lascio la mia mail (fulvio.da@libero.it). Mi mandi in privato la sua segnalazione. A differenza di altri non le prometto la risoluzione del suo problema, ma almeno mi impegnerò a verificare e a segnalare a chi di dovere. Ben vengano i Don Chisciotte come lei e come me…anche se per la verità, personalmente, mi annovero fisicamente più tra i Sancho Panza, ma non mollo!
Cordialmente.
Fulvio D’Alessandro
Egregio sig. Giaccardi, il suo incipit è metaforico del sacchetto di immondizia.
Supponendo che io abbandoni i miei dati su un sito Internet chiunque altro potrà recuperarli e a sua volta diffonderli evidenziando che sono nato il giorno di San Valentino ed ho appena compiuto 41 anni, senza dover chiedere il permesso a colui il quale non è più proprietario esclusivo di quel dato.
Proprio quel che accade al sacchetto dell’immondizia.
Il garante della privacy tutela i cittadini dall’esposizione verso altri cittadini rispetto ad informazioni sensibili che dovessero essere individuate casualmente (ecco il perché no ai sacchetti semi trasparenti), ma come ho già scritto precedentemente, ma forse non sono stato chiaro, il garante non vieta i controlli da parte delle autorità competenti.
Sgombrato quindi il campo dai vincoli normativi, dicendo dunque che le amministrazioni possono eseguire controlli per far rispettare i regolamenti vigenti restano due questioni a cui vorrei provare a darle un contributo.
Una è una questione politica.
Devo dirle che mi spiace leggere un suo astio così acceso verso una parte politica, mi spiace perché questo comportamento non ha colore politico, ma è semplicemente il rispetto delle regole: un po’ come dire che l’autovelox è di sinistra.
Non solo ma le prime amministrazioni piemontesi che hanno adottato questo tipo di regole (che ho avuto la fortuna di seguire) sono state il Comune di Villafranca (AT) amministrato dall’amico avvocato Massimo Padovani iscritto allora a Forza Italia e il Comune di Marene amministrato allora dall’onorevole Guido Crosetto.
Per non parlare del sindaco di Adro assurto alle cronache per il logo del sole delle Alpi sulla scuola, ma che intanto nel suo comune tassa l’utilizzo dei pannolini usa e getta.
Tutto questo per dire che le polemiche politiche, meglio partitiche, non servono in questo campo.
E allora ecco la seconda questione, drammatica: l’attuale stile di vita non permetterà ai nostri figli di vivere nello stesso mondo nel quale abbiamo la fortuna di vivere noi (e le tensioni in nord africa non sono che un minimo esempio di quel che accadrà quando si incomincerà a lottare anche per l’acqua), quindi a volte, forse con difficoltà da parte nostra ad accettarlo, occorre che qualcuno ci detti delle regole.
Se non lo fanno gli uomini lo farà la natura, ma allora sarà troppo tardi.
Smetto se no scriverei per ore.
Permettetemi di fare ancora i complimenti ai saviglianesi e agli altri abitanti del vostro territorio, se tutta la Provincia di Cuneo facesse come voi le discariche esistenti durerebbero 3 volte tanti e il cementificio di Robilante brucerebbe un terzo di quanto è previsto che bruci, insomma sarebbe un bel cammino verso traguardi di vera sostenibilità per i nostri figli.
Grazie a lei e a tutti della cortesia con cui leggere te queste righe.
Roberto Cavallo
Gent. Cavallo,
Arguisco che i dati su di lei tratti dal sito di Erica erano esatti. Ha ragione: non si tratta di posizioni politiche o peggio ancora partitiche. La mia é un’insofferenza congenita all’asfissiante interferenza nella vita dei cittadini da parte della pubblica amministrazione. La mia idiosincrasia per la burocrazia invadente, per le “punizioni” che si moltiplicano sempre e solo a carico dei cittadini fondamentalmente onesti, quando c’é tre quarti d’Italia che se ne frega impunemente di indossare il casco o la cintura di sicurezza sotto il naso di chi dovrebbe controllare e sanzionare , non ha colore politico. Il mio non é livore nei confronti di alcuno . Ho citato dei fatti di pubblico dominio apparsi sui giornali. Ha dato fastidio? Era meglio stare zitti zitti ? Le notizie tratte dal sito del “Garante” erano balle? Sa cos’é ? Che é meglio che i cittadini sappiano il meno possibile affinché non reagiscano per essere tenuti buoni buoni nello stato di sudditi. Questa é la mia convinzione.
Anche la storiella sempre tirata in ballo sulla responsabilità di lasciare un mondo diverso ai nostri figli e sulla necessità di mettere in atto raccolte differenziate, energie alternative o rinnovare acquedotti colabrodo che sarebbero responsabili della penuria idrica quando la parte del leone nell’accaparrarsela la fanno industria ed agricoltura, a mio giudizio fanno parte di un’ipocrisia ecologica pelosa dopo che tutti , ecologisti e non, abbiamo ridotto il nostro mondo ad una situazione di degrado a mio parere irreversibile. Adesso tutti a far finta di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati. Un esempio tra i tanti ? Chicco Testa ecologista della prima ora ex Presidente Nazionale, di Legambiente, antinuclearista ai tempi del referendum e oggi accanito sostenitore del ritorno al nucleare e contrario , perché secondo lui inutili e insignificanti, alle energie rinnovabili alternative.
Mi dica lei come si fa a credere alla buona fede. Da una parte la regione Piemonte che concede premi di cubatura , dall’altra le associazioni “Stop” al consumo del territorio . E’ una commedia, un gioco delle parti .
Come si fa a non sentirsi presi in giro?
Cordialmente
A.M.Giaccardi
Caro dottore.
Che commedia ‘sta vita.
Ma al popolo piace! E’ proprio qui che nasce l’equivoco, o il giuoco delle parti: uno tira l’altro molla e si rimane immobili. Nulla cambia.
Il Sig. Roberto parla di doveri del cittadino. Mi chiedo: perchè addossare al cittadino la resoponsabilità della gestione monnezza? Perchè non curare all’origine chi produce monnezza, per esempio, con inutili imballi, confezioni e plastiche varie ogni prodotto che si compra? Mai andati ad un supermercato? Mai fatto la spesa? Mai calcolato quanta monnezza produce la spesa quotidiana dagli amici della Gdo? Mai visto i cassonetti durate le festività del Santo Natale? Quanti imballi, quanta carta, plastica e robaccia simile. Credo che se la politica mal gestita dell’imballo selvaggio cambiasse il forno del cementificio di Robilante brucierebbe ben poco di ciò he previsto.