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IL VECCHIETTO DOVE LO METTO?

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Casa di riposo : perché non va bene l’ex SACOOP? Dubbi sulla scelta di Becco d’Ania.

Il vecchietto dove lo metto

Il vecchietto dove lo metto

L’ area ex SACOOP

Parecchi anni fa la civica amministrazione acquisiva a prezzo di affezione (per il venditore) l’area su cui sorgeva la SACOOP, cooperativa di frutticoltori, tra l’ospedale e la Gran Baita, per farne parcheggi a servizio del SS. Annunziata, case popolari e costruzioni per servizi sanitari.

Molti anni sono passati e, esclusi i parcheggi, l’area è nello stato degradato che vedete nelle foto: mucchi di calcinacci che fanno il paio con i confinanti rottami ferrosi di un museo ferroviario su cui tutti tacciono, soprattutto l’opposizione, ma su cui ci sarebbe molto da ridire.

Quando si cercava una collocazione per la nuova casa di riposo, il sindaco ha escluso categoricamente e incomprensibilmente l’area SACOOP: perché?

La parte dell'area ex sacoop adibita a parcheggio per l'ospedale

La parte dell'area ex sacoop adibita a parcheggio per l'ospedale

Quante attenzioni per la Croce Rossa !

L’area era già di proprietà comunale, era costata un mucchio di soldi, ed era certo più centrale di Becco d’Ania, comoda all’ospedale e ai negozi di borgo Pieve, e soprattutto al di qua del fiume e della statale 20. Per giustificare l’esclusione  di tale scelta Soave ha affermato che in tale area era già prevista la sede della Croce Rossa. Tanta attenzione per un’organizzazione così meritoria a livello locale per il lavoro che svolge -grazie esclusivamente all’impegno di personale volontario- di trasporto di ammalati e feriti  , quanto chiacchierata e  nell’occhio del ciclone a livello nazionale ci lascia francamente sorpresi. Scrivono Rizzo e Stella (quelli da “La Casta”): « L’ interesse storico della politica è facilmente comprensibile. La Cri italiana ha 149 mila soci e 5.700 dipendenti. In alcune regioni gestisce servizi cruciali per la sanità, come il servizio 118. In Sicilia controlla la Sise, Siciliana servizi emergenza. In un suo rapporto la Corte dei conti ha raccontato che era stata riempita di «personale volontario, lavoratori socialmente utili, precari a vario titolo, senza l’ esperimento di alcuna procedura selettiva». La croce rossa è un ente pubblico che riceve soldi dal Servizio Sanitario Nazionale ( 134 milioni di € nel 2008) ,è sotto il controllo della Corte dei conti e può essere commissariata. Dal dopoguerra ad oggi ha avuto molti commissari, spesso nominati secondo logiche di lottizzazione politica : burocrati , politici in servizio o che ambivano ad esserlo. L’ultimo fu Maurizio Scelli, oggi deputato PDL.

Per un diverso punto di vista su CRI si rimanda a :

Sterpaglie e calcinacci : l'area ex sacoop, pagata a caro prezzo, é così da anni.

Sterpaglie e calcinacci : l'area ex sacoop, pagata a caro prezzo, é così da anni.

La Giunta della varianti urbanistiche

Con tutto il rispetto, per quale motivo Soave fa da zerbino all’ ASL e alla CRI? La “prima carità a l’è cula d’la cà”. Il sindaco pensi prima ai nostri vecchi, che all’ ASL 1 e CRI ci penseranno Regione , Direttore generale e Commissario nazionale. Si compreranno il terreno , costruiranno la sede della CRI come , dove e quando vorranno . Il comune ha già fatto fin troppo , ospitando per anni la Croce Rossa nei locali di Piazza Arimondi. (a tal proposito saremmo curiosi di  conoscere il canone di locazione). Avesse difeso con tanta convinzione, a suo tempo, Soave, la professionalità del SS Annunziata in Regione e contro gli assalti delle altre ASL e con la stessa passione con cui difende la CRI, invece di lavarsene le mani!  E poi, ci pare del tutto inconsistente la giustificazione del vincolo della destinazione d’uso dell’area. Per una Giunta che ha accumulato in pochi anni  una trentina di varianti urbanistiche usando a proposito e molto spesso a sproposito il famigerato art. 17 della legge regionale sull’urbanistica, non dovrebbe essere un problema modificare la destinazione dell’area per collocarvi la casa di riposo. A meno che , non vi siano altri motivi che facciano preferire Becco d’Ania o qualunque altra collocazione all’ex Sacoop . Ma una spiegazione convincente non l’abbiamo mai avuta e mai l’avremo.

 Antonio M. Giaccardi

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