
Ospedale Savigliano
Improvvisa agitazione di Soave sull’ospedale. C’é da chiedersi perché soltanto ora abbia deciso di occuparsene con tanto ardore venendo meno al suo motto preferito: «Quieta non movere et mota quietare» ovvero «Bögia nen le cuerte» in versione piemontese.
A Savigliano, di questi tempi, è tutto un fiorire di iniziative estemporanee della sinistra, più che in difesa dell’ospedale contro la riforma Cota.
Realizzata improvvisamente la gravità della situazione, al capezzale del “grande infermo”, malato ormai da anni, sono stati chiamati tutti a consulto, da ex primari da tempo in pensione, che contribuirono a far grande il “SS. Annunziata venti e più anni fa , ad ex amministratori che lo diressero con leggi e situazioni sociali neppur lontanamente paragonabili alle attuali.
Quale possa essere il loro contributo ed il loro peso oggi , al di là del loro rispettabilissimo punto di vista personale, e quanto possano incidere sulla programmazione sanitaria regionale nel modificare il destino del SS.Annunziata francamente ci sfugge .
Ci chiediamo a cosa serva indire riunioni semicarbonare a numero chiuso e quanto oggi ci sia ancora da salvare del nostro ospedale.
Sono anni che si sarebbe dovuto trattare con Cuneo su quali reparti avrebbero dovuto restare a Savigliano.
Lo si poteva fare allora con pari dignità: oggi si implora di poterlo fare da una posizione di estrema debolezza.
Alquanto fuori luogo poi ci pare la “guerra” dichiarata da Soave all’ospedale di Alba-Bra , nel timore che la Regione lo favorisca nei nostri confronti . Ci sembra un inutile piagnisteo, un mendicare un’attenzione da parte della Regione, non sappiamo oggi quanto meritata, mai richiesta quando al potere c’era la Bresso : allora, per la Giunta saviglianese di sinistra, tutto andava bene madama la marchesa!
Alla fine, come sempre, chi avrà più filo farà più tela. E di filo ci sembra che Alba-Bra ne abbiano enormemente di più. Per l’ospedale di Verduno é nata una fondazione (http://www.fondazioneospedalealbabra.it/) .
Ecco alcuni tra i soci fondatori : Elisa Miroglio,Gruppo Miroglio S.p.a. Dario Rolfo, Rolfo Holding S.p.a. Bruno Ceretto, Ceretto Aziende Vitivinicole S.r.l. Oscar Farinetti, Gruppo Eataly S.r.l., Gruppo Dolciario Ferrero SpA e molti altri si sono aggiunti come soci partecipanti.
Le iniziative finora messe in campo hanno consentito di raggiungere ad oggi la cifra di 7 milioni e 600 mila € sui 15 milioni necessari. Ma altre interessanti iniziative come “adotta una stanza” hanno fatto si che aziende , e gruppi bancari abbiano adottato non solo una stanza ma un intero reparto di degenza arredandolo di tutto punto.
Infine , per sottolineare con quanta determinazione Alba e Bra vogliano il nuovo ospedale, per la prima volta in Italia é stato attuato il Progetto Pay Roll Giving.
Si tratta, in sintesi, di trattenute mensili dallo stipendio dei dipendenti, anche conosciuta come “Give as you earn” (in inglese significa “dare mentre si guadagna”). Tale sistema di donazione permette ai lavoratori dipendenti di sostenere un progetto facendo donazioni, anche di modesta entità ma in modo continuativo, semplice e sicuro. La cifra prestabilita, infatti, viene detratta dallo stipendio, mantenendo tutte le agevolazioni fiscali previste per le donazioni.
Tra tutte queste iniziative non mi pare di vedere alcun finanziamento pubblico o particolari attenzioni da parte della Regione, ma solo impegno di privati cittadini, spinti dal desiderio di dare un nuovo ospedale, moderno ed efficiente, alla loro gente.
Lo stesso entusiasmo e lungimiranza che consentì negli anni 70 di realizzare l’ospedale di Savigliano.
Di fronte a tutto ciò gli appelli e gli incontri di Soave e di Mino Taricco mi sembrano poca cosa, iniziative fuori tempo massimo, attuate per dare l’impressione di aver fatto qualcosa e lavarsi la coscienza di fronte agli elettori.
A.M.Giaccardi
Ho accolto positivamente l’appello del nostro sindaco, rivolto ai capigruppo, teso ad organizzare un incontro informativo per gli amministratori (assessori e consiglieri) sulla tematica legata al riassetto delle ASL sul territorio. I soggetti coinvolti, tradizionalmente medici illustri e amministratori del nostro Ospedale, hanno espresso pareri meritevoli di attenzione. La riunione esclusivamente informativa (non carbonara perchè erano presenti i giornalisti) giustamente, negli intendimenti del sindaco, non doveva avere carattere politico. Peccato aver rilevato, peraltro non indicato nell’invito formale, la presenza di un segretario proprio di partito. Non capisco perché non siano allora stati invitati altri soggetti, di centro e di centrodestra, con le stesse funzioni. Comunque, personalmente, non avendo ancora assunto chiaramente quale sarà il riassetto sul territorio dei nostri ospedali, non posso non auspicare un’ottimizzazione dei costi, una razionalizzazione giustificata, ma al contempo una valorizzazione delle eccellenze. Lo dico con cognizione di causa, ma la mia malattia oncologica è stata curata ottimamente dal reparto di ematologia del santa Croce di Cuneo dove peraltro ho potuto beneficiare della tomografia per emissioni di positroni, indispensabile tecnologia per le indagini diagnostiche delle masse tumorali. Questo per dire, accogliendo molto positivamente quanto espresso dal professor Massè, che sempre di più la tecnologia si impone nella diagnosi e nella cura dei malati con costi non sostenibili da un solo ospedale. Savigliano esprime sicuramente alcune eccellenze, ma pecca di un pronto soccorso assolutamente e strutturalmente inadeguato. Forse sarebbe il caso di scendere in piazza, come cittadini e come malati, non tanto per battaglie campanilistiche giustificate solo dal consenso politico, ma per migliorare quello che di buono già esiste. Quello di cui abbiamo bisogno, non tanto e non solo a Savigliano, è che su tutto il nostro territorio un malato, con l’indirizzo mirato del proprio medico di base, possa trovare risposta adeguata e professionalmente sostenuta in una delle strutture di eccellenza, magari anche solo a trenta chilometri dalla propria sede di residenza. Mi piacerebbe in ultimo trovare in tutti i nostri ospedali primari, medici, personale infermieristico in grado e disponibile a curare non solo la malattia, ma a prendersi cura del malato. Io sono stato fortunato trovando capacità, professionalità e sostegno sia a Cuneo e sia a Savigliano.
Fulvio D’Alessandro
[...] Annunziata” sarebbe stata l’accorpamento con il Santa Croce di Cuneo (Vedi anche “Sull’ospedale Soave fa ammuina” in Vivi Savigliano di Febbraio 2011) , per garantire al nostro ospedale la dignità di ASO [...]