Poche telecamere dice D’Alessandro, ce ne vogliono di più. La questione sicurezza è sempre stata mal digerita dalla sinistra.
Ricorderete quante resistenze per due telecamere in croce ai tempi della giunta Comina, ma allora si dovevano fare i conti con Rifondazione.
Oggi con Soave, che assai furbescamente ha affidato la patata bollente al non allineato D’Alessandro, dell’argomento almeno se ne parla ma il sindaco continua a menar il can per l’aia: “vedremo… se ci saranno finanziamenti parteciperemo…”.
Ma forse D’Alessandro, persona di solito assai bene informata sui fatti, non sa che il ministro Maroni ha firmato un protocollo d’intesa con i vertici dell’associazione commercianti (ASCOM) per estendere la rete di videosorveglianza del territorio attraverso le telecamere degli esercizi commerciali. Molte amministrazioni comunali hanno già stipulato la convenzione con i commercianti. La Rete è piena di esempi.
L’utilità della video sorveglianza nell’acciuffare i malfattori è fuori discussione. La sinistra non le vuole, ma si tratta di un atteggiamento ideologico motivato , dicono, dalla limitazione della libertà personale che però favorisce la libertà e l’impunità dei delinquenti. Ad Alessandria, città ben più grande di Savigliano con i suoi centomila abitanti, la giunta è stata duramente contestata per aver deliberato ben 100 telecamere che controllano l’intera città.
E a Savigliano la minoranza che fa?
Sposa in pieno, a parole, la tesi di D ‘Alessandro ma non reagisce minimamente alla melina del sindaco e così siamo sempre punto e a capo. Ma se davvero si decide che la sicurezza sia una priorità per la città , allora i soldi si trovino senza aspettare «che il Re (o la Regione) mandi le paghe», magari togliendo temporaneamente soldi ad iniziative non così urgenti.
Per la sicurezza di tutti possiamo anche rinunciare a finanziamenti per corsi di teatro, di yoga, di origami o altre simili amenità. Tanto le elezioni sono ancora lontane.
Antonio Giaccardi
Beh…intanto ringrazio sinceramente Giaccardi per avermi considerato un “non allineato”. Sulla questione “sicurezza” sono mesi che lavoro e con non poche difficoltà. Del resto vale citare la canzone di De Andrè – Don Raffaè: …“Prima pagina venti notizie ventuno ingiustizie e lo Stato che fa? Si costerna, s’indigna s’impegna poi getta la spugna con gran dignità”. Ho incontrato le categorie produttive, alcuni privati della grande distribuzione, i Carabinieri, la Polizia Municipale. Ho preso contatti con i comandanti di tutte le 7 sorelle, mi sono letto le proposte di Legge in materia, ho assunto indicazioni dai Comuni, mi sono letto la nuova stesura del testo del Garante sulla privacy. Insomma…mi sono fatto un’opinione…a consuntivo. Abbiamo perso il treno! Nel senso che la passata amministrazione, per meri motivi ideologici, non ha voluto partecipare ai progetti finalizzati alla videosorveglianza. La minoranza però non è che abbia poi fatto molto. Qualche interrogazione, qualche manifestino, qualche lettera sui giornali. Pensavo che Comina fosse sostenuto dal solo comunista Valderrama. Poi leggo che l’Albertini era contraria, inizialmente anche il loquace e attivo consigliere Coletti oltre alla banda della sinistra più o meno estrema. Tutti contrari. Anche l’ex assessore al Commercio Pasquale Cordasco non era d’accordo sulla videosorveglianza. Di fatto, per uscire dal guado, si sono inventati la “sperimentazione, poi il rimpallo con l’Unione, salvo poi (miseramente) cacciare fuori 5 videocamere fisse, ripeto…come Cervere. Ma ho anche posto la questione degli innumerevoli incarichi puramente amministrativi della Polizia Urbana di Savigliano rispetto alle altre realtà della Granda. Ancora troppi vigili negli uffici. Penso che Giaccardi sappia bene quale coraggio ci è voluto per sostenere pubblicamente questa tesi (suffragata dai fatti) considerando la mia posizione (mia moglie è un vigile viabilista, quelli per intenderci impegnati sulla strada tutti i giorni sotto il sole, la neve, la pioggia). Che dire Giaccardi sulle cattiverie espresse dai soliti noti della sinistra proprio per l’avanzata, accennata non opportunità della mia nomina a consigliere delegato alla “Sicurezza del Territorio” con l’attività di mia moglie? Il mese scorso ci sono stati passaggi di categoria, premi al raggiungimento obiettivo, forse anche qualche grado. Beh…mia moglie non ha beneficiato di nulla! Io continuo per la mia strada, come sempre, da sempre, senza che nessuno mi possa tirare per la giacchetta che abbia o no l’eskimo. Comunque, spero che l’Ascom saviglianese faccia riferimento alla proposta Maroni.
Fulvio D’Alessandro – Consigliere delegato alla “Sicurezza del Territorio”